INUTILE CERCARE DI FERMARE LE IDEE

INUTILE  CERCARE  DI  FERMARE  LE  IDEE
ALL'INTERNO DI MOLTI POST CI SONO DEI COLLEGAMENTI IPERTESTUALI CHE RIMANDANO AD ALTRI POST O FONTI - SONO RICONOSCIBILI DAL COLORE DEL CARATTERE BLU IN GRASSETTO

sabato 4 febbraio 2017

Differenze (cittadini e forze dell'ordine)

Sapete che differenza c'è fra, ad esempio, me ed un poliziotto ? (o carabiniere, finanziere, vigile, militare, etc. ?).

Premesso che siamo tutti considerati SCHIAVI da chi governa:

  • io sono considerato più schiavo di chi indossa una divisa (perché su di loro non ho il potere e l'autorità che invece loro hanno su di me)
  • io ... conosco più leggi e diritti di loro, ma soprattutto
  • io non sono un SERVO.

Mi dispiace per chi indossa una divisa ma la verità occorre dirla... 
chi sceglie quel ruolo deve buttare nel cesso la propria coscienza e obbedire come un cagnolino a ORDINI spesso contrari alle leggi e ai diritti umani ... ordini emanati dai peggiori individui a capo di certe istituzioni.

Ad esempio:
Perché durante i fermi, le perquisizioni, i sequestri temporanei di beni non si debbano video-registrare, o audio-registrare, o accettare testimoni che chiedono di assistere alle suddette operazioni (quando ci sono ?)
Se uno o più agenti delle forze dell'ordine non hanno nulla da nascondere, e rispettano i diritti umani e la dignità delle persone che fermano, perquisiscono, etc., come scrivono sui loro verbali pieni di falsità e di racconti di comodo, non dovrebbero avere alcun problema e operare con la massima trasparenza ... o no ?

Ogni confronto con me a parole, per loro è una guerra persa e chi ha avuto la sfortuna di parlare con me se ne è reso conto... e non voglio riferirmi in questa istanza agli esaltati che con una divisa addosso credono di avere anche un cervello..

Ed ora due apputi a Questori, Prefetti e Ministri (della Difesa e dell'Interno):

  1. Tralasciando quanto recitano i trattati internazionali sui diritti umani sottoscritti e ratificati dallo Stato italiano con le leggi 848/55 e 881/77
  2. L'art. 13 comma 4 della Costituzione italiana (che qualora questori, prefetti e ministri non lo sapessero è ancora la legge fondamentale dello Stato italiano - cfr. art. XVIII disp. trans. e finali) recita:
    "È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà."
Non credo che occorrano costituzionalisti, avvocati, giuristi o esperti di qualsiasi genere per comprendere il significato di tale comma.
Ficcatevelo in testa prima voi, questori, prefetti e ministri, e poi fate dei corsi di formazione professionale di qualche oretta alle forze dell'ordine.... perché se poi qualcuno di loro viene massacrato di botte forse ha fatto qualcosa che non doveva fare (CONTRO LA LEGGE).





mercoledì 11 gennaio 2017

Sfratti per morosità - dov'è lo Stato ?

Senza una casa si complica la vita a chiunque. 
Senza un tetto come si può:
  •  lavorare ?
  • Difendersi dalle malattie ? 
  • Difendersi dalla delinquenza ? 
  • Crescere i propri figli ?
Pur essendo un diritto di primaria importanza la classe politica, all’unanimità si può dire, oltre a non avere mai voluto affrontare seriamente il dilagante problema dell’Emergenza abitativa, pare che l’abbia intenzionalmente creato ed accentuato.

Chi non si interessa di politica, e soprattutto di leggi, non può sicuramente comprendere l’origine e la gestione del problema, come non interessa ai cittadini che non hanno questa spada di damocle sulla testa preoccuparsi dei propri simili che invece tale spada ha già colpito le loro teste, o ci sono molto vicini.

Un po di storia: 

Ai tempi che furono (Regno d’Italia) il deputato Luigi Luzzatti (partito “Destra storica”) presentò un disegno di legge che istituì l’edilizia sociale (case popolari), che fu poi facilitata dal fascismo.
Nel corso del tempo, per non appesantire lo Stato dell’onere di costruire alloggi atti allo scopo, fu introdotta la cosiddetta legge sull’equo canone (Legge 27 luglio 1978, n. 392) ... e già da allora si può intuire che l’intento della classe politica dirigente era quello di limitare tale “istituto” anziché rafforzarlo.
Con la Legge 9 dicembre 1998, n. 431 fu abolito definitivamente e totalmente l’equo canone (una sua prima abolizione parziale avenne con legge nel 1991).
Successivamente all’abolizione dell’equo canone il parlamento italiano emanò la legge sulla “cartolarizzazione” che permetteva alle amministrazioni locali di vendere le case popolari (Legge 30 aprile 1999, n. 130).

I primi aventi diritto all’acquisto delle case popolari messe in vendita erano gli affidatari che le occupavano. Ad essi veniva concesso un termine entro il quale acquistarle altrimenti venivano sfrattati.
Tutto questo ha prodotto dapprima un aumento dei canoni di locazione da parte dei proprietari di immobili ed all’aumento di richieste di case popolari da un sempre più crescente di meno abbienti, che aumentavano con l’aumento della crisi occupazionale ed economica... oggi a livelli inaccettabili.
Ma a prescindere dalle leggi che hanno provocato tutto questo e dalle forze politiche che le avevano emanate,

oggi ... chi deve occuparsi di tale fenomeno ?

Di fronte ai molteplici casi di sfratti e di sgomberi da occupazioni “abusive” (abusive un cazzo) che si moltiplicano e che guadagnano l’attenzione dei media, i sindaci dei vari Comuni usano il solito paravento delle mani legate (ma legate da chi ? da cosa ?).

Spunti di riflessione: 

La regolamentazione in materia di edilizia sociale (case popolari) è stata affidata dal parlamento alle Regioni, le quali hanno emanato leggi regionali che le amministrazioni comunali devono usare come guida per regolamentare a loro volta la materia a livello locale/comunale.
In definitiva l’edilizia sociale viene regolamentata da ogni Comune attraverso “deliberazioni” della giunta (organo esecutivo comunale), composta dal sindaco e dagli assessori.
Sulla direttiva della legge regionale la giunta di ogni Comune adotta i criteri di costruzione, ristrutturazione, adeguamento, assegnazione degli alloggi popolari che per legge devono esistere (non c’è un cazzo da fare).

Non solo devono esistere ma una parte di essi devono essere mantenuti fuori dalle assegnazioni di ordinaria richiesta.
Solitamente le leggi regionali stabiliscono una percentuale del 25% degli alloggi sociali per l’Emergenza abitativa, cosiddetti di “riserva”.

Cosa significa ?

Significa che se un Comune dispone di 16 case popolari, 12 di queste le dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) assegnare ai richiedenti aventi diritto che soddisfano i requisiti richiesti dalla giunta comunale, indicati nelle “deliberazioni” riguardanti la materia, e 4 le deve tenere di “riserva” (termine indicato nella legge regionale) per chi, per causa di forza maggiore, non può attendere i bandi e presentare regolare ed ordinaria richiesta. 

Ora consideriamo attentamente quanto segue:

Le amministrazioni comunali da chi sono composte ?
Da persone facenti parte degli stessi partiti in Regione e in Parlamento.
Credo che tutti sappiano che i partiti politici sono associazioni assolutamente verticistiche, prive di democrazia interna, ossia con dei capi che emanano direttive ai singoli membri iscritti che ricoprono cariche rappresentative.

Un sindaco, o una giunta comunale, che accusa il parlamento o il Ministero o la Regione per giustificare impotenza al problema sta solo prendendo in giro la gente che ha necessità urgenti e indipendenti dalla loro volontà.
Supponendo che la maggioranza parlamentare sia di destra, ed ha i numeri per emanare una legge mancante o per modificare una legge esistente sulla questione (ovviamente il ragionamento vale anche per la sinistra ed il centro) tutti i consigli regionali e comunali con maggioranza di destra dovrebbero far presente ai loro colleghi in Parlamento o in Regione (e alle dirigenze di partito soprattutto) che li stanno mettendo in difficoltà nello svolgere il loro ruolo su un problema di fondamentale importanza per la mancanza di leggi o per l’esistenza di leggi inadeguate (quindi da modificare).
All’inverso, la maggioranza parlamentare, o in consiglio regionale, di sua iniziativa potrebbe agevolare i colleghi di partito che governano i Comuni emanando una legge o modificando una legge esistente.

Lo scaricare le colpe e le responsabilità, come fanno sempre e da sempre i gruppi di opposizione (o di minoranza) ai gruppi di governo (o di maggioranza), agli stessi membri di partito e di maggioranza oltre che ridicolo è una palese presa in giro.

La realtà sotto gli occhi di tutti è che non esiste un solo Comune e/o Regione d’Italia che abbia tenuto conto di questa piaga dilagante che sta decimando moltissime famiglie (anche con disabili, bambini, infanti, anziani, malati).


  • Se invece di costruire case popolari vendi quelle che hai ... ti verranno a mancare.
  • Se invece di manutenere le case popolari che hai ... le lasci invecchiare sfitte ... ti priverai di altre case.
  • Se invece di assegnare le case popolari a chi ha veramente bisogno e monitorare se tale loro bisogno esiste ancora nel corso del tempo (c’è gente che chiede e ottiene la casa popolare e poi si indebita con la banca per acquistare una mercedes o un fuori strada), le assegni ad amici e parenti ... commetterai sempre ingiustizie e favoritismi inopportuni e ti mancheranno le case per le emergenze abitative.

In questo post un esempio:
http://brunoaprile.blogspot.it/2013/09/il-comune-di-alessandria-e-lemergenza.html


Che dovete fare se siete a rischio sfratto e volete capire come presentare almeno la domanda al Comune ?


  1. Cercare la Legge regionale in materia di edilizia sociale
  2. Cercare o chiedere al Comune la delibera (o le delibere) della giunta in materia di edilizia sociale ed emergenza abitativa.


martedì 10 gennaio 2017

Siete Europeisti ?

Lo Stato italiano ha sottoscritto a Lisbona il 13 dicembre 2007:
Il trattato che ha modificato quello sull'Unione Europea e quello che ha istituito l'Unione Europea, ovvero il Trattato di Lisbona.

Il Parlamento italiano ha votato la Legge di ratifica di detto trattato, Legge 2 agosto 2008, n. 130, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale in data 8 agosto 2008, all'unanimità sia alla Camera e sia al Senato, ossia 0 (zero) astenuti e 0 (zero) contrari.

Il Trattato di Lisbona recita:


Art. 10."1. Il funzionamento dell'Unione si fonda sulla democrazia rappresentativa.2. I cittadini sono direttamente rappresentati, a livello dell'Unione, nel Parlamento europeo."



Commento:
Neppure nella nostra Costituzione si legge una frase del genere ... qui è chiaramente deducibile che i cittadini europei non contano nulla !
Art. 130.
"Nell'esercizio dei poteri e nell'assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti dai trattati e dallo statuto del SEBC e della BCE, né la Banca centrale europea né una banca centrale nazionale né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni, dagli organi o dagli organismi dell'Unione, dai governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo. Le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'Unione nonché i governi degli Stati membri si impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della Banca centrale europea o delle banche centrali nazionali nell'assolvimento dei loro compiti."
Commento:
Un parlamento che non può ingerire nelle decisioni economiche e finanziarie (il cui potere è nelle mani di privati banchieri - SEBC e BCE) non serve a nulla ai cittadini europei... è solo un covo di parassiti come sono covi di parassiti tutti i parlamenti degli Stati sedicenti democratici.
Siete europeisti ?

BRAVI !

venerdì 6 gennaio 2017

Il pignoramento dei beni e il distacco dell'energia elettrica

Se dovessi elencare tutte le leggi strane e inique che il parlamento italiano ha sfornato nel corso degli anni dovrei scrivere un’enciclopedia ... 

mi limito a fare osservare agli italiani che continuano a scrollare le spalle, facendo sempre finta di nulla, una sola questione:

Come tutti sanno (specie chi lo ha vissuto in prima persona) che a chi non paga le bollette dell’energia elettrica la società fornitrice del servizio può sospendere la fornitura con il distacco totale.
Prima riducono la potenza ad 1/5 (su 3 kWatt sono 600 Watt - e un ferro da stiro ne assorbe già di più) e dopo 15 giorni, se l’utente non paga, la distaccano totalmente.

Tutti sanno anche che a un debitore gli vengono pignorati i beni (mobili e immobili) per soddisfare il creditore (pubblico o privato che sia).

Che tutto ciò sia giusto o sbagliato è come sempre opinabile (c’è chi lo ritiene giusto e chi lo ritiene sbagliato, o eccessivo) ed è per questo che esistono le cosiddette leggi (che hanno una gerarchia e dovrebbero essere scritte con una logica e secondo determinati principi).

Sul pignoramento dei beni notate cosa recita il Codice di Procedura Civile:

Art. 514. Cose mobili assolutamente impignorabili. 
Oltre alle cose dichiarate impignorabili da speciali disposizioni di legge, non si possono pignorare: 
1) le cose sacre e quelle che servono all'esercizio del culto; 
2) l'anello nuziale, i vestiti, la biancheria, i letti, i tavoli per la consumazione dei pasti con le relative sedie, gli armadi guardaroba, i cassettoni, il frigorifero, le stufe ed i fornelli di cucina anche se a gas o elettrici, la lavatrice, gli utensili di casa e di cucina unitamente ad un mobile idoneo a contenerli, in quanto indispensabili al debitore ed alle persone della sua famiglia con lui conviventi; sono tuttavia esclusi i mobili, meno i letti, di rilevante valore economico, anche per accertato pregio artistico o di antiquariato; 
... omissis...


Cosa si evince, o si deduce ? 

Direi che è scritto chiaramente nel suddetto articolo del Codice ... ovvero che tali beni sono INDISPENSABILI al debitore (che, seppur debitore, è un essere umano col diritto di vivere DIGNITOSAMENTE).

Se anche la reclusione (la galera per intenderci) deve essere vista principalmente come uno strumento per recuperare il “delinquente”, piuttosto che una punizione, ancor più un debitore che non ha i mezzi per pagare le salate bollette della luce e del gas - i cui costi aumentano a prescindere dal costo del petrolio che diminuisce sempre più - quindi contro la legge (Legge 28 gennaio 2009, n. “ art. 3 comma 8) deve essere tenuto in considerazione ... specie se le leggi lo lasciano chiaramente intendere (v. ancora l’art. 514 c.p.c.).

Domanda:

Che cosa se ne fa un debitore (magari senza un lavoro o con un salario da fame) di un frigorifero senza energia elettrica ? Di una lavatrice senza energia elettrica ? Di un fornello senza energia elettrica ?


Anche per il gas vale lo stesso ragionamento.

Gliele vogliamo andare a chiedere queste cose al nostro legislatore ? ... i mezzi per farlo ci sono !

Ad ogni modo se le Società fornitrici di energia elettrica, gas e acqua sospendono il servizio per morosità senza un’ordinanza di un tribunale commettono un reato.

Non è consentito dalla legge farsi giustizia da soli e diverse sentenze della Corte di Cassazione hanno evidenziato tale concetto in diverse occasioni definendo i comportamenti di alcuni: “Esercizio arbitrario delle proprie ragioni” - art. 392 del Codice Penale, che recita:

"Chiunque, al fine di esercitare un preteso diritto, potendo ricorrere al giudice, si fa arbitrariamente ragione da sé medesimo, mediante violenza sulle cose, è punito, a querela della persona offesa (120; c.p.p. 336, 340), con la multa fino a cinquecentosedici euro. Agli effetti della legge penale, si ha violenza sulle cose allorché la cosa viene danneggiata o trasformata, o ne è mutata la destinazione. "


Alcune sentenze sono citate al seguente link: http://www.brocardi.it/codice-penal...

lunedì 2 gennaio 2017

Fanatismo e buon senso (Democrazia rappresentativa e Democrazia Diretta)

Solitamente sono estemporaneo nell'esposizione di idee e pensieri ma dato che fra i miei contatti ci sono persone non udenti leggerò quanto scritto in questa nota correlata a questo video che pubblicherò pure nel mio canale You Tube e nel mio Blog.

Cercherò di illustrare brevemente cosa intendo per fanatismo senza andare a cercare e a leggerne la definizione sui dizionari:

In campo politico, ad esempio, si parla sempre di “destra” e di “sinistra” … anche se per oltre 50 anni ha governato l'Italia un partito di centro.... tuttavia non ho mai sentito gente che dicesse “la mia è un'idea di centro”

C'è chi si professa di “destra” e chi di “sinistra” … stop !

Partendo da questo concetto, in tutti gli anni di attività opinionistica, anche su Facebook, (alcuni mi ritengono un blogger abbastanza seguito) ho notato gente che solo perché si professa di destra non accetta alcuna idea che provenga da partiti di sinistra e viceversa.

Secondo me questo è fanatismo … che impedisce a tali persone di essere obiettive e vedere la realtà con senso critico e autonomo.

Il buon senso, invece, dovrebbe portare le persone a valutare le idee, le proposte, le soluzioni a prescindere dalla loro provenienza... e non, quindi chi le propone. Valutare l'idea e non il soggetto.

Se io ritengo buona un'idea di destra, nonostante maggiormente incline a condividere idee di sinistra, non la escludo a priori perché proveniente da una corrente politica avversaria. Lo stesso vale, ovviamente, per il contrario.

Cosa accade ad un “elettore” facente parte di una popolazione che si regge con un sistema politico puramente rappresentativo ?

Potendo votare un solo partito, o una sola coalizione di partiti, l'elettore non può lasciarsi guidare dal buon senso perché non ha la libertà di scegliere le idee ma solo chi le propone in sede istituzionale. Questo vale anche per chi da tempo è stanco di votare con un sistema elettorale che di democratico non ha assolutamente nulla. Il cittadino elettore è solo uno strumento che legittima, col voto, un sistema truffaldino e fallimentare al servizio dei cosiddetti potenti, delle lobbies, etc.

Se prendiamo ad esempio un gruppo che ha dichiarato al proprio elettorato di non volersi schierare mai né con una e né con un'altra corrente politica … qualsiasi proposta giunga da altre correnti politiche rischia di morire sul nascere, anche se buona.

Con la Democrazia Diretta ogni cittadino potrebbe invece manifestare il buon senso all'atto pratico a prescindere dalla destra o dalla sinistra.
Se una persona ritiene buona un'idea e, ancor meglio, ritiene opportuno sperimentarla (si può sempre fare un passo indietro nel caso in cui non produca i frutti sperati) la può proporre, sostenere e votarla.

Solo con la Democrazia Diretta uno vale uno, e solo con essa sparirebbero i concetti di destra e di sinistra, congeniali solo ai potenti che vogliono dominare masse popolari e che hanno portato molte persone al fanatismo ed alla chiusura mentale.
Ovviamente il fanatismo è un fenomeno che va oltre la politica e/o il tifo per partiti, politicanti, etc.
Ma di questo ne parlerò prossimamente.

A conclusione vi invito, come faccio spesso attraverso dei post nel mio blog e delle note nella mia pagina Facebook, a leggere attentamente l'art. 8 del Dlgs 267/2000 … che è il trampolino di lancio per conquistare il potere e la sovranità che solo sulla carta, per ora, appartiene al popolo.

Si deve iniziare percorrendo le vie più facili e la democrazia diretta richiede un lungo periodo di allenamento che mai si inizierà e mai porterà alla vittoria.

La Democrazia rappresentativa senza la democrazia diretta è una mera oligarchia mal camuffata, ovvero una vecchia ed obsoleta forma di governo a cui sono stati cambiati soltanto il nome e le forme.

Buona riflessione a tutti.




martedì 6 dicembre 2016

E' sufficiente avere votato il referendum del 4 dicembre per difendere la Costituzione ?


Testo del video pubblicato sul mio canale You Tube (per i non udenti):

Dal risultato del referendum confermativo che si è votato domenica scorsa è emerso innanzitutto un dato importante:

Alta affluenza ... mai stata così alta dal 1993 (apro una piccola parentesi per evidenziare come in assenza di quorum l'affluenza è maggiore)…. e un altro dato importante è stato che la maggioranza degli italiani ha respinto la riforma costituzionale proposta dal governo.

In sostanza il popolo ha preferito mantenere intatto il testo della Costituzione italiana.

La mia domanda è la seguente:

Gli italiani pensano ora che il loro compito sia finito ? Perché se questo è ciò che pensano gli italiani che hanno votato NO domenica scorsa … sono convinto che sarà servito a ben poco questo referendum.

Perché dico questo ?

La Costituzione italiana non è mai stata rispettata dai governi e parlamenti che si sono susseguiti in oltre 68 anni, cioè da quando è entrata in vigore... ma soprattutto non è mai stata attuata nei punti più importanti.
Se il popolo non pretende il suo rispetto e soprattutto l'applicazione dei suoi principi non serve a nulla difenderla da modifiche che tendono a stravolgerla.
Se dovessi esporre tutti i principi in parte inattuati, in parte ostacolati ed in parte violati con leggi orientate in senso opposto (ossia illegittime, incostituzionali, anticostituzionali) dovrei parlare per una giornata intera ... quindi mi soffermerò su un unico punto... a mio avviso più importante di tutti gli altri

L'articolo XVIII delle disposizioni transitorie e finali della costituzione afferma che :

"La Costituzione dovrà essere fedelmente osservata come legge fondamentale della repubblica da tutti i cittadini e dagli organi dello Stato."

La Costituzione è divisa in più parti e i primi 12 articoli costituiscono i "Principi fondamentali" che determinano la forma repubblicana e che non si possono pertanto modificare (come previsto all'art. 139 della Costituzione).

L'art. 1 è il principio fondamentale a mio avviso più importante perché è alla base di tutti gli altri e nel corso di questa mia breve trattazione cercherò di spiegarne la ragione.

L'art. 1 della Costituzione al primo comma recita:

"L'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro."

L'aspetto che determina la struttura democratica dell 'Italia è descritto chiaramente al comma 2 dello stesso articolo 1 e cioè:

La sovranità appartiene al popolo (e non a rappresentanti eletti dal popolo) ... che la esercita nelle forme (e non attraverso rappresentanti eletti dal popolo)... e nei limiti della costituzione ... (e non nei limiti imposti dai rappresentanti eletti dal popolo).

Ergo bisogna che ognuno di noi si domandi:

Quali sono le forme attraverso le quali il popolo esercita la sovranità che comunque gli appartiene ?

Se leggiamo bene tutta la Costituzione ci rendiamo conto che:

Art. 50: 
Tutti i cittadini possono chiedere interventi legislativi ed esporre comuni necessità ... attraverso la petizione (ma non essendo ancora stata emanata dal parlamento una legge attuativa che ne determina le modalità di utilizzo e di presentazione è uno strumento/diritto del popolo sovrano inutilizzabile e inefficace).

Art. 71 comma 2:
Il popolo può presentare una proposta di legge esattamente come può fare un parlamentare, un membro del governo o di ente costituzionalmente previsto (ma i disegni di legge popolari vengono sistematicamente messi in coda a quelli presentati dai parlamentari e/o dal governo e spesso neppure mai esaminati, discussi e votati).

Ora ... vi pregherei di ragionare profondamente su tale aspetto.

Se il sovrano è il popolo ... come chiaramente stabilito al comma 2 dell'articolo 1 della Costituzione ... che può esercitare la sua sovranità anche presentando disegni di legge ... non è più che ovvio e più che logico che i suoi disegni di legge debbano quanto meno avere la precedenza nell'esame, nella discussione e nella votazione del parlamento ?

Art. 75:
Il popolo ha il potere di abrogare leggi, o parti di esse, mediante referendum (in questo caso abrogativo) ma a parte il fatto che gli è stato impedito di utilizzare tale potere liberamente con una legge attuativa emanata dal parlamento con 22 anni di ritardo dall'entrata in vigore della costituzione italiana, con l'autenticazione, la certificazione e la presentazione di ben 500.000 firme in soli tre mesi di tempo ... cosa impossibile a comuni cittadini, specie nel 1970 quando non esisteva ancora internet in Italia ... molti oggetti abrogati con referendum dagli italiani sono stati reintrodotti furbescamente dai politicanti in breve tempo (finanziamento pubblico ai partiti, ministero dell'agricoltura, nucleare due volte, acqua pubblica).

Art. 46:
Che prevede la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle aziende (è anche questo principio/diritto privo di legge attuativa).

Art. 102: 
che prevede la partecipazione diretta dei cittadini all'amministrazione della giustizia ( è anche questo principio/diritto privo di legge attuativa )

Art. 118:
Lo Stato, le Regioni e gli enti locali devono agevolare l'iniziativa dei cittadini ... anche singoli... (ma i cittadini che propongono istanze alle istituzioni preposte non ricevono neppure risposta ... quando le loro proposte toccano determinati interessi).

Ci sarebbe ancora altro da aggiungere ma credo che con un po di umiltà ed obiettività ognuno di noi potrà benissimo riflettere e chiedersi se ha fatto abbastanza, nell'arco della sua esistenza, per difendere o attuare i principi della Costituzione italiana, che è di fatto considerata carta straccia sia dalla stragrande maggioranza della popolazione e sia, ed ancora più, dai politicanti che occupano poltrone in parlamento, nei ministeri, nelle regioni, nelle province e nei comuni.


Con un prossimo video vi dirò come fare per salvare il salvabile (secondo le mie opinioni ovviamente) ... prima che ci riprovino ancora ... perché ci riproveranno ancora ... statene certi, ricordando che abbiamo delle basi costituzionali e legislative per esercitare realmente ed in maniera più proficua la sovranità che sulla carta ci appartiene.

Ma dobbiamo essere noi … POPOLO a dimostrare a quei furbastri che vogliamo esercitarla e vogliamo quindi essere realmente sovrani.

Video su You Tube:


domenica 23 ottobre 2016

L'Italia e la ratifica di Trattati internazionali




Premessa:


Molti sono convinti oggigiorno che il denaro è il dio più adorato di tutti i tempi dalla maggioranza degli individui di tutte le popolazioni del mondo, siano essi ricchi o siano essi poveri. Molti sono anche convinti chi siano, in realtà, coloro che dominano il mondo intero, ossia coloro che non solo hanno trasformato la funzione originale del denaro ma che lo stampano dal nulla vendendolo a caro prezzo ai governi di tutti gli Stati del mondo.


Molti avranno sentito parlare anche degli Illuminati, del gruppo Bilderberg, di Trilaterale, di Goldman Sachs, etc., ma al di la di chi siano i pochi potenti che dominano il mondo vediamo come lo Stato italiano ha consegnato alla mercé di tali potenti la popolazione ... NOI !


I cosiddetti esperti della finanza e dell’economia, i ricconi (che poi si sono arricchiti con inganni e truffe a danno delle varie popolazioni del mondo) che hanno inventato carta straccia a cui hanno attribuito un valore convenzionale senza un controvalore materiale e reale (come era un tempo) dettano legge pur stando fuori dalle istituzioni degli Stati del mondo e non fanno altro che assoldare le istituzioni degli Stati (parlamenti e governi in primo luogo) come sicari, che gli confezionano gradualmente leggi su misura per portare avanti il loro scopo principale: RENDERE SCHIAVI GLI ESSERI UMANI CON METODI PIU’ MODERNI (in sostanza non è cambiato nulla rispetto al passato ... solo i modi e la forma).


D’altra parte non esisterebbero padroni senza schiavi.

Per quanto riguarda la cosiddetta, e tanto amata da milioni di italiani, Unione Europea il progetto dei ricconi ha iniziato a concretizzarsi gradualmente con la sottoscrizione, da parte dei vari capi di governo dei paesi europei, del Trattato di Maastricht.

Prima di analizzare l’aspetto più importante di tale Trattato faccio un breve riassunto dei fatti antecedenti la sottoscrizione di detto Trattato, che ci dovrebbe far sospettare, a ragion veduta, ad accordi precedenti e ben definiti fra i vari capi di governo degli Stati europei e i cosiddetti potenti (credo che tutti sappiano che certe categorie di persone si riuniscono in segreto in luoghi dove nessuno può accedervi e protetti da forze militari, guardie private, etc.).


Il Parlamento italiano con Legge 29 gennaio 1992, n. 35 privatizzava dapprima gli istituti di credito e alcuni enti pubblici, fra cui la Banca d’Italia.
Un mese dopo con Legge 7 febbraio 1992, n. 82 il parlamento conferiva alla Banca d’Italia (ormai privata) il compito di determinare per conto dello Stato il valore del denaro. Lo stesso giorno (7 febbraio 1992) a Maastricht, nei Paesi Bassi, il presidente del consiglio ed altri ministri del governo italiano sottoscrivevano il famoso Trattato di Maastricht che istituiva il Sistema Europeo di Banche Centrali (SEBC) e la Banca Centrale Europea (BCE). Il SEBC è un’organizzazione, formata dalla BCE e dalle banche centrali nazionali dei paesi dell’Unione europea (privata quindi), che ha il compito di emettere la moneta unica (euro) e di gestire la politica monetaria comune con l’obiettivo fondamentale di mantenere la stabilità dei prezzi.


Il Trattato prevedeva:

Art. 107:

Nell'esercizio dei poteri e nell'assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti
dal presente trattato e dallo Statuto del SEBC, né la BCE né una Banca centrale nazionale né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni o dagli organi comunitari, dai Governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo. Le istituzioni e gli organi comunitari nonché i Governi degli Stati membri si impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della BCE o delle Banche centrali nazionali nell'assolvimento dei loro compiti.


Quando è stato ratificato dall’Italia quel trattato ?
Soltanto 8 mesi dopo la sua sottoscrizione con la Legge di ratifica 3 novembre 1992, n. 454

Successivamente il Ministero del Tesoro, delegato dal parlamento con apposita Legge, ha emanato il Decreto Ministeriale 13 ottobre 1995, n. 561 da cui estrapolo:

Art. 2.
Categorie di documenti attinenti alla sicurezza, alla difesa nazionale e alle relazioni internazionali 1. Ai sensi dell'art. 8, comma 5, lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica 27 giugno 1992, n. 352, ed in relazione alla esigenza di salvaguardare la sicurezza, la difesa nazionale, nonché l'esercizio della sovranità nazionale, la continuità e la correttezza delle relazioni internazionali, sono sottratte all'accesso le seguenti categorie di documenti:
 ...omissis...
c) atti, studi, analisi, proposte e relazioni che riguardano la posizione italiana nell'ambito di accordi internazionali sulla politica monetaria e sulla politica creditizia e finanziaria;


Art. 3.
Categorie di documenti attinenti alla determinazione ed attuazione della politica monetaria valutaria 1. Ai sensi dell'art. 8, comma 5, lettera b), del decreto del Presidente della Repubblica 27 giugno 1992, n. 352, ed in relazione alla esigenza di salvaguardare la riservatezza dei processi di formazione, di determinazione e di attuazione della politica monetaria e valutaria, sono sottratte all'accesso le seguenti categorie di documenti, quando dalla loro divulgazione o conoscenza possa derivare effettivo e concreto pregiudizio alla tutela dei processi stessi:
a) atti relativi a studi, indagini, analisi, relazioni, proposte, programmi, elaborazioni e comunicazioni sui flussi finanziari di entrata e di spesa, sulle previsioni del fabbisogno dello Stato, sulla evoluzione, la consistenza, la gestione, il risanamento del debito pubblico e provvedimenti per il contenimento ed il risanamento della spesa e del deficit pubblico, sulla struttura e sull'andamento dei mercati finanziari e valutari nonché sulla politica fiscale e di
spesa pubblica; etc. etc. etc.


In sostanza si istituiva il segreto di Stato per tutto ciò che concerneva economia e finanza, debito, fabbisogno della nazione fra l’Italia e l’Unione Europea in mano a ricconi privati


Non essendo ancora completa l’opera con altro Trattato il parlamento italiano ha dato il cosiddetto colpo finale al popolo SCHIAVO - di Roma (come dice anche l’inno che molti cantano fieramente con fervore e commovente spirito patriottico).

Il 13 dicembre 2007 a Lisbona l’Italia sottoscrive il Trattato di Lisbona, che riproponeva in sostanza la Costituzione Europea che era stata respinta con referendum da alcuni Stati europei (l’hanno trasformata in Trattato per imporla agli Stati ed evitare altri eventuali e certi referendum).


Da cui estrapolo:
Art. 130:
Nell'esercizio dei poteri e nell'assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti dai trattati e dallo statuto del SEBC e della BCE, né la Banca centrale europea né una banca centrale nazionale né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni, dagli organi o dagli organismi dell'Unione, dai governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo. Le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'Unione nonché i governi degli Stati membri si impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della Banca centrale europea o
delle banche centrali nazionali nell'assolvimento dei loro compiti.

Cosa è cambiato ?NULLA ! Ma sono cambiate tante altre cose che hanno maggiormente assoggettato gli Stati parti ai potenti potentati (privati) in campo economico e finanziario.


Quando è stato ratificato dall’Italia questo Trattato ?Ancora soltanto 8 mesi dopo la sua sottoscrizione con la Legge di ratifica 2 agosto 2008, n. 130.


Riassumo ed evidenzio:
Quando si è trattato di ratificare Patti internazionali per vincolare lo Stato italiano a regole decise da soggetti speculatori in campo economico e finanziario privati, il parlamento italiano ha lavorato con estrema celerità.


Lo Stato italiano ha però sottoscritto anche dei Patti internazionali soggetti a ratifica riguardanti i DIRITTI UMANI, e precisamente:

  • Convenzione Europea sui Diritti e sulle Libertà fondamentali dell’Uomo 
  • Patto internazionale relativo ai Diritti Economici, Sociali e Culturali 
  • Patto internazionale relativo ai Diritti Civili e Politici 
Quando lo Stato italiano ha ratificato questi Trattati ?Il primo, sottoscritto a Roma il 4 novembre 1950, dopo 5 anni con la Legge di ratifica 4 agosto 1955, n. 848.
Gli altri due, sottoscritti a New York il 16 e 19 dicembre 1966, dopo 11 anni con la Legge di ratifica 25 novembre 1977, n. 881
Siamo alla conclusione ma manca un pezzo importante. La parte più
interessante:

La sottoscrizione di Trattati internazionali soggetti a ratifica comporta agli Stati
parti l’onere di introdurre nuove leggi o di modificare leggi esistenti nel proprio ordinamento interno, per attuare i principi esposti nei suddetti Trattati.

Se andiamo a verificare l’attività parlamentare su tale aspetto ci accorgiamo che nel caso dei Trattati che hanno ceduto la sovranità nazionale monetaria, economica e finanziaria a soggetti privati, di cui nulla si sa, sono state apportate in tempi brevi modifiche alla legislazione interna per adeguarla alle direttive internazionali sottoscritte.

Nel 2012 hanno infatti modificato in sordina, con la maggioranza qualificata per non far luogo a referendum, 4 articoli della Costituzione introducendo il Pareggio di bilancio in Costituzione, pur non essendo stato tassativamente richiesto dal Consiglio d’Europa con legge costituzionale.
Lo stesso anno (2012) sotto il governo Monti è stata impostata con la legge di stabilità la cosiddetta Spending Review, che ha praticamente paralizzato le finanze delle amministrazioni locali, che non potevano utilizzare il denaro pubblico da destinarsi ai servizi alla popolazione.
Detta in parole povere: Con una legge ti si impedisce di spendere i tuoi soldi.

EVIDENZIO !


Nel caso dei Trattati sottoscritti e ratificati riguardanti i diritti umani, dopo DECENNI lo Stato italiano non ha ancora legiferato dove mancano leggi, non ha modificato leggi esistenti in contrasto coi Trattati e dove lo ha fatto le ha violate spudoratamente (basta andare a vedere nel sito internet della Corte Europea di Strasburgo quante condanne ha ricevuto l’Italia per violazione della Convenzione Europea sui Diritti e sulle Libertà fondamentali dell’Uomo).

lunedì 26 settembre 2016

Alessia MORANI (parlamentare) e il Referendum sulla riforma della Costituzione del governo RENZI

Dopo aver preso visione della scheda che il popolo italiano riceverà al momento di esprimersi con Referendum sulla Riforma in oggetto, il 4 dicembre ormai vicino, pubblicata dalla parlamentare, nonché AVVOCATO, Alessia MORANI nella bacheca del suo profilo facebook ... ho pensato che sia utile riflettere e far riflettere le seguenti osservazioni.

Sarà lungo da leggere questo post ma credo che in certi casi poche parole non basterebbero ad evidenziare l’ennesima trappola che il nostro parlamento ci sta tendendo ... e questa sarebbe veramente la fine per noi.

Premesso che a mio avviso un parlamento serio non dovrebbe modificare più di 5 articoli della Costituzione con un unico disegno di legge perché, oltre a stravolgerla totalmente anziché modificarla, non consentirebbe neppure al popolo di votare con cognizione di causa un Referendum, occorre tener presente che la riforma in oggetto modifica 44 (ripeto 44) articoli della Costituzione e non 4, come sembrerebbe dal quesito esposto sulla scheda. 

Come si può infatti descrivere un quesito dettagliato sulla scheda su cui dovranno votare gli italiani ?

Il problema/trucco sta nel fatto che non si deve votare SI o NO su diverse schede... ma su una sola scheda che enuncia solo 4 punti accattivanti della riforma... e non descrive i restanti 40... perché le modifiche riguardano, come già detto, 44 articoli della costituzione e non 4.

Chi non segue, per diverse ragioni, le considerazioni che si scambiano in rete alcuni appassionati e che espongono i comitati del SI e del NO, si troverà nella condizione di dover scegliere e votare in base a ciò che leggerà sulla scheda... e così che ci fregano come sono soliti fare.

Fate uno sforzo italiani !... leggetevi tutto il testo della riforma altrimenti ci fregheranno ancora una volta ed in maniera peggiore !!! Il testo lo potete scaricare al seguente link:
https://drive.google.com/open?id=0B3VJtb29p-kaTU9ySE5CLUNtU3M


Fatta questa premessa passiamo ad uno scambio che ho letto nella bacheca del profilo Facebook della parlamentare menzionata nel titolo di questa nota:

Alfredo Sasso:  
A riguardo perché non pubblicare sulla scheda l'intera modifica? Decisamente non sarebbe bastato un papiro, vero? 
Alessia Morani: 
Perché 50 articoli della odierna costituzione ci sarebbero stati in una scheda ? 
Alfredo Sasso: 
Appunto, attualmente la Costituzione è formata se non sbaglio da 138 articoli, modificarne ben 50 significa stravolgerne il contenuto. Ci sono articoli che originariamente hanno poche righe, che verrebbero modificate con decine e decine di righe. I cittadini hanno diritto a capire la portata della modifica articolo per articolo, ma il quesito lo riduce tutto a una propaganda non poi tanto sottile. Magari su alcuni articoli modificati si può essere d'accordo, su altri meno, così invece va accettato tutto a scatola chiusa... ma questa non è democrazia. 
Alessia Morani: 
Se ti riferisci al nuovo articolo 70 credo che per comprenderlo basti una semplice lettura

Alfredo Sasso: 
Non è solo l'articolo 70, è l'intero impianto articolo per articolo che va messo in discussione, ribadisco che non si possono votare 50 articoli tutti insieme.

Alessia Morani: 
Questo è quello che prevede la costituzione.

Capito ? la parlamentare, nonché avvocato, dice che la Costituzione prevede che un disegno di legge di revisione quasi TOTALE della Costituzione, soggetto a referendum confermativo (ex. art. 138 Cost.), possa essere riassunto con due parole nella scheda su cui il popolo dovrà esprimersi ! Ecco cosa dice la Costituzione al seguente:

Art. 72: 
Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una commissione e poi dalla Camera stessa, che l’approva articolo per articolo e con votazione finale. 
Il regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per i disegni di legge dei quali è dichiarata l’urgenza. 
Può altresì stabilire in quali casi e forme l’esame e l’approvazione dei disegni di legge sono deferiti a commissioni, anche permanenti, composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. Anche in tali casi, fino al momento della sua approvazione definitiva, il disegno di legge è rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto della commissione richiedono che sia discusso e votato dalla Camera stessa oppure che sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto. 
Il regolamento determina le forme di pubblicità dei lavori delle commissioni. 
La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi.


Si evince che la presentazione, la calendarizzazione, l’esame, la discussione, la modifica e la votazione dei disegni di legge, anche di natura costituzionale, è demandata dalla Costituzione ai Regolamenti interni delle Camere. Sono tali regolamenti (di Camera e Senato) che devono tenere conto del particolare iter dei disegni di legge di natura costituzionale ... infatti detti regolamenti prevedono un iter molto complesso per tali disegni di legge, rispetto alle leggi di altra natura, specie se soggetti a referendum confermativo (di cui dovrebbero tener conto).

Una persona del genere a mio modesto avviso non dovrebbe neppure essere avvocato ... figuriamoci parlamentare ... perché un parlamentare che non conosce la Costituzione come fa ad individuare eventuali parti illegittime (anticostituzionali) contenute in un disegno di legge ? (che probabilmente neppure legge per intero ?).
Ecco perché in Italia esistono molte leggi con parti illegittime ... e che permangono per decenni.

Leggendo il testo vi accorgerete pure che è stato scritto con superficialità ... nonostante siano stati proposti oltre 2300 emendamenti prima della votazione finale ... infatti ... essendosi accorti forse di avere dimenticato qualcosa ... nell’ultimo articolo del disegno di legge (art. 38) hanno modificato altri articoli della Costituzione tutti insieme ... diversamente da come hanno fatto nei precedenti articoli.

Per modificare oltre 1/3 della legge fondamentale di un paese sedicente democratico occorrerebbe quanto meno una nuova assemblea costituente e non un parlamento ILLEGITTIMO !

INFORMAZIONI AGGIUNTIVE:

RENZI, e compagnia bella, siete in grado di spiegare come la mettete con quanto espresso all’art. IX delle disposizioni transitorie e FINALI e con l’art. 5 della Costituzione ???(quest’ultimo fra i Principi fondamentali immodificabili - ex art. 139 Cost.)

Il popolo aveva già approvato, con lo stesso tipo di referendum nel 2001, la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 che modificava il titolo V della Costituzione in attuazione (almeno sulla carta) degli articoli citati (IX e 5).

Con questa riforma vuole annullare ancora la volontà popolare espressa con referendum ? e ridare ancora potere allo Stato centrale ?
Decentrare il potere oltre che attuare la “Carta europea dell’autonomia locale”, che l’Italia ha sottoscritto nel 1985 e recepito con legge di ratifica nel 1989, nonché le disposizioni finali e l’art. 5 della Costituzione, permette ai cittadini un maggiore controllo sulle amministrazioni che governano il territorio e permette ai cittadini di esercitare meglio la democrazia diretta, anch’essa raccomandata dalla citata Convenzione e in parte anche dalla nostra Costituzione. 


Secondo la “riforma” costituzionale, il popolo, sulla carta sovrano, dovrà raccogliere 150.000 firme, anziché 50.000 attuali, per presentare un disegno di legge.
Dovrà raccogliere 800.000 firme per ridurre il quorum di partecipazione onde validare un referendum abrogativo.
Finora i disegni di legge popolari sono sempre stati messi in fondo ai cassetti, grazie a come sono stati scritti i regolamenti interni delle camere e la legge attuativa, e spesso neppure esaminati.
Questa”riforma” garantisce qualcosa di diverso in futuro ? al fine di agevolare l'iniziativa del popolo, che resta ancora sovrano... SULLA CARTA ?
Modificheranno cioè i regolamenti delle camere e la legge attuativa esistente ?
Non ho né letto e né sentito nulla al riguardo... 
quello che mi pare certo è che l'iniziativa popolare la vogliano ostacolare più di quanto non abbiano già fatto... invece di agevolarla.
La “riforma” paventa pure il referendum propositivo... ma non è stato introdotto nella Costituzione con la “riforma”... dovrà essere introdotto con legge costituzionale in futuro... e il futuro per il nostro parlamento equivale a DECENNI.
La legge attuativa dell'iniziativa legislativa e referendaria popolare, ad esempio, è stata infatti emanata 22 anni dopo l'entrata in vigore della Costituzione (Legge 352/70) e si trattava di una legge ordinaria, che segue un iter meno complesso di una legge di natura costituzionale.
Per chiarire ancor meglio il concetto un altro esempio:
Quando fu modificato l'art. 118 Cost. (con legge di revisione costituzionale n. 3/2001), in cui fu chiaramente scritto che lo Stato, le Regioni e i Comuni avrebbero dovuto agevolare l'iniziativa di cittadini SINGOLI E ASSOCIATI, è stata poi effettivamente garantita tale agevolazione ? Andate a leggere gli Statuti e i Regolamenti attuativi dei vostri Comuni, Province e Regioni e poi rispondetevi... 

Non è finita: 

Nel caso non foste ancora convinti  della cessione di sovranità nazionale alla lobby finanziaria europea ... andiamo ad analizzare brevemente quattro punti che estrapolo dalla riforma della Costituzione proposta dal governo Renzi, già votata in seconda votazione dalla maggioranza assoluta dei membri di entrambe le Camere (ossia dal 50%+1), che sarà confermata o meno con referendum popolare che si voterà il 4 dicembre prossimo. Questa integrazione mi è stata ispirata da un amico che aveva pubblicato una sua nota su Facebook riguardante la modifica dell’art.  67 Cost., e dopo avere letto le modifiche degli artt. 55, 70 e 117:


1) Attualmente l’art. 67 della Costituzione recita:

“Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.”


La riforma Renzi modifica l’art. 67 come segue:
"Art. 8. (Vincolo di mandato) 
1. L'articolo 67 della Costituzione è sostituito dal seguente:
«Art. 67. -I membri del Parlamento esercitano le loro funzioni senza vincolo di mandato»."

Nota:
E’ stato sostituito il singolare col plurale relativamente ai membri del parlamento.... e sono state tolte le parole “rappresenta la Nazione” Se prima ogni singolo membro del parlamento esercitava le proprie funzioni senza vincolo di mandato, ovvero senza dare conto a nessuna istituzione, organo di Stato, compreso il proprio partito, ma solo all’elettorato ... ora parlando al plurale è come dire che è l’intero parlamento che non deve dare conto a nessuno poiché il parlamento essendo fatto di tanti partiti non ha un elettorato specifico.  Dire “il parlamento” ... o dire “i membri del parlamento” non è la stessa cosa ? In sostanza, così, il parlamento diventa il sovrano assoluto - al di sopra del popolo. E’ ovvio altresì chiedersi il perché eliminare quelle parole ... no ? Se prima rappresentavano la nazione ora cosa rappresentano ?  

2) Attualmente l’art. 55 Cost. recita:

"Il Parlamento si compone della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.
Il Parlamento si riunisce in seduta comune dei membri delle due Camere nei soli casi stabiliti dalla Costituzione."

La riforma Renzi modifica l'art. 55 come segue:

"Art. 1. (Funzioni delle Camere)
1. L'articolo 55 della Costituzione è sostituito dal seguente:
«Art. 55. -- Il Parlamento si compone della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.
...omissis...
Il Senato della Repubblica rappresenta le istituzioni territoriali ed esercita funzioni di raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica. Concorre all'esercizio della funzione legislativa nei casi e secondo le modalità stabiliti dalla Costituzione, nonché all'esercizio delle funzioni di raccordo tra lo Stato, gli altri enti costitutivi della Repubblica e l'Unione europea."

3) Attualmente l’art. 70 Cost. recita

“La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere.”

La riforma Renzi modifica l'art. 70 come segue:

"Art. 10. (Procedimento legislativo)
1. L'articolo 70 della Costituzione è sostituito dal seguente:
«Art. 70. -- La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali, e soltanto per le leggi di attuazione delle disposizioni costituzionali concernenti la tutela delle minoranze linguistiche, i referendum popolari, le altre forme di consultazione di cui all'articolo 71, per le leggi che determinano l'ordinamento, la legislazione elettorale, gli organi di governo, le funzioni fondamentali dei Comuni e delle Città metropolitane e le disposizioni di principio sulle forme associative dei Comuni, per la legge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea."

4) Attualmente il comma 1 dell’art. 117 recita:

"La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali."

La riforma Renzi modifica l’art. 117 come segue:


"Art. 31. (Modifica dell'articolo 117 della Costituzione)
1. L'articolo 117 della Costituzione è sostituito dal seguente:
«Art. 117. -- La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento dell'Unione europea e dagli obblighi internazionali."

Nota:
E’ stato esplicitamente specificato l’ordinamento dell’Unione Europea ... che è determinato dal Trattato di Lisbona, infatti tale trattato non è intitolato “ trattato sull’ordinamento comunitario” ma “Trattato sull’Unione Europea” e il nostro parlamento eserciterà le sue funzioni secondo le modalità stabilite anche dall’Unione Europea.

Ergo:

La “Riforma, oltre a condizionare l'attività del parlamento italiano all'Unione Europea, cedendo ancora parte di sovranità nazionale, si presenta come un passo avanti ? o un passo indietro verso la democrazia VERA ??


E poi, Renzi, e compagni di merenda,  hanno pure il coraggio di parlare di rinnovamento ? 
Ma mi faccia il piacere ! (come diceva il buon Totò)

A voi la scelta se votare Si o se votare NO ma attenzione ...  tenete presente che questo referendum non prevede quorum ... leggetevi per bene (fate un sacrificio una volta) il testo della riforma che ho indicato più in alto e votate con consapevolezza, spiegando ai vostri familiari anziani o con poca istruzione cosa significa in realtà questa riforma, ossia un ritorno al passato ... dove il potere si concentra in meno persone di potere anziché estenderlo alla popolazione ... è già un’oligarchia questa società per azioni e lo diventerà ancor più ! Se voteranno soltanto i renziani la riforma passerà ... proprio perché non è previsto quorum di partecipazione per questo tipo di referendum.



AGGIORNAMENTO DEL 07 OTTOBRE 2016

Su segnalazione / richiesta di un mio parere di un amico di trascorse battaglie  a favore della Democrazia Diretta aggiungo le seguenti informazioni:

Prima leggete a questo link:
http://www.gazzettaufficiale.it/att...

Il quesito referendario presentato dal proponente la riforma costituzionale, APPROVATO dall’Ufficio centrale costituitosi presso la Corte di Cassazione non è conforme alla legge (quindi è illegale).

Il quesito è quello che si legge nella scheda su cui si dovrà votare il 4 dicembre ma la Legge attuativa 25 maggio 1970, n. 352 all’art. 16 recita:
Il quesito da sottoporre a referendum consiste nella formula seguente: "Approvate il testo della legge di revisione dell'articolo... (o degli articoli...) della Costituzione, concernente... (o concernenti...), approvato dal Parlamento e pubblicato - nella Gazzetta Ufficiale numero... del... ?"; ovvero: "Approvate il testo della legge costituzionale.. concernente... approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero... del... ?"

Come già detto in questa nota la riforma modifica ben 44 articoli della Costituzione e devono quindi essere riportati nel testo del quesito referendario ed anche nella scheda di votazione.
A mio avviso si deve ripubblicare il quesito e se non ci sta tutto in una sola scheda si presentano agli aventi diritto più schede ... la LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI ... NESSUNO ESCLUSO (art. 3 Cost.)


AGGIORNAMENTO DEL 08 SETTEMBRE 2016

Ho letto bene l'art. 16 della Legge 352/70, che ho sempre criticato per i vari tranelli che il parlamerda italico ha voluto porre all'esercizio della sovranità che appartiene al POPOLO (e non a rappresentanti eletti dal popolo).
Anche in questo caso il tranello esiste:
Leggendo bene la parte dopo la parola "OVVERO" si evince che tale articolo di legge è ambiguo ... anzi... a mio avviso quella parte annulla la prima.

Non mi meraviglia affatto la cosa, se devo essere sincero, perché quei maledetti porci hanno sempre fatto le leggi col culo... e con una massa di italioti votonti come quella italica faranno sempre peggio.
Sorry,... ma devo ritrattare quanto inizialmente espresso fermo restando comunque il fatto che bisogna dirgli apertamente quanto sono infingardi.