INUTILE CERCARE DI FERMARE LE IDEE

INUTILE  CERCARE  DI  FERMARE  LE  IDEE
ALL'INTERNO DI MOLTI POST CI SONO DEI COLLEGAMENTI IPERTESTUALI CHE RIMANDANO AD ALTRI POST O FONTI - SONO RICONOSCIBILI DAL COLORE DEL CARATTERE BLU IN GRASSETTO

sabato 22 luglio 2017

Ladri e reati (deposizione in tribunale)

Giudice:
- Buongiorno, lei è qui per deporre, lo sa?
Imputato:
- Certo che lo so.
Giudice:
- In base all'articolo tale della legge tale dell'anno tale, lei ha rubato, quindi ha commesso un reato.
Imputato:
- Non riconosco la vostra legge, è solo il vostro punto di vista.
Giudice:
- La legge è uguale per tutti. Lei riconosce di aver commesso un reato?
Imputato:
- No. Riconosco che la vostra legge è un reato.
Giudice:
- Giovanotto, qui si parla in termini di legge. Riconosce il reato?
Imputato:
- Nei termini della vostra legge, che non riconosco, sì.
Giudice:
- E dica, era cosciente che lei stesse commettendo un reato?
Imputato:
- Conosco fin da bambino ciò che dice la vostra legge.
 Giudice:
- E allora perché ha commesso reato?
Imputato:
- Perché non è conoscendo la legge a memoria che ci si sfama.
Giudice:
- In che senso?
Imputato:
- Vede, voi venite da noi quando ancora siamo bambini e ci insegnate che rubare, secondo la vostra legge, è un reato. Dunque lo sanno tutti, inutile fare questa domanda. E nonostante tutti sappiano che per voi rubare è un reato, la gente ruba perché non trova i mezzi per vivere come una persona dovrebbe vivere.
Quindi la vostra legge non serve a togliere la causa che scatena il reato, ma solamente a punire la gente.
Che senso ha punire la gente, se questa sa benissimo a priori che secondo la vostra legge rubare è un reato?
Credete che basti la punizione per far sparire la miseria dal mondo?
Molti rubano per riprendersi quello che la vostra legge gli toglie. Siete voi che rubate a noi, per far arricchire i padroni e voi stessi.
Noi ci riprendiamo ciò che è nostro, e per voi questo, e solo questo, è reato.
La vostra legge non considera reato il fatto che un padrone rubi denari e vita a quelli che lui sfrutta, anzi, voi agevolate i padroni, li tutelate nella loro ruberia.
Come potrei riconoscere la vostra legge? E come potrei credere che la vostra legge sia uguale per tutti?
Voi potete anche mandarmi in galera, e ruberete ancora la mia vita, ruberete ai miei figli il loro padre, ma questo per voi non è un reato. Per voi rubare è solo quando noi ci riprendiamo quello che era nostro, cioè la ricchezza che produciamo e la libertà che avremmo per diritto naturale, se voi non ce la rubaste.
I ladri siete voi, e stando così le cose, dato che i criminali siete voi, è un onore per me essere rinchiuso nelle vostre celle, è il luogo dove voi rinchiudete gli sfruttati e i derubati, le persone oneste e libere come me. La vostra cella è il mio certificato di onestà.

Cloud's Walden

lunedì 17 luglio 2017

Bruno Aprile Vs. lo Stato italiano (il più grande match)

Ormai si può dire che ho scritto a tutti i ministeri - poiché è un diritto del cittadino italiano (cfr. art. 118 Cost.)  - Interno, Difesa, Giustizia, Sviluppo economico, Lavoro, Trasporti, Poste e telecomunicazioni, Istruzione (da notare che alcuni di essi hanno vari dipartimenti).... alcuni mi hanno risposto ed altri no.

Qualcuno dirà: "ma tu pensi di ottenere qualcosa scrivendo a quei farabutti ?".
Risposta:
Credo di no ... ma non si può mai sapere se non gli si scrive neppure (io faccio prima ciò che l'ordinamento giuridico del mio paese mi consente di fare).
 

Una cosa è certa... quando i coglioni saranno rotti al punto di ricorrere a mali estremi per sopravvivere, al primo che mi verrà a scassare il cazzo adducendo alle leggi e cazzate varie gli spiegherò IO per primo alcune leggi e poi di non avere ottenuto risposte dalle istituzioni ... almeno mi toglierò la soddisfazione di vedere le loro facce ebeti da servi ... specialmente quella di un giudice... che, come accaduto già, non sapranno cosa rispondere.

Parliamo ancora di lavoro ?
 

Avevo scritto un'istanza al Ministero competente (dire competente è già un eresia in italia) alla quale non ha dato risposta (che cazzo avrebbe dovuto dire ?).

Quei politicanti dimmerda... e gli italioti... non si rendono conto della situazione:
È difficile trovare lavoro per un giovane... figuriamoci per un 40-50enne.
Se trovi lavoro devi buttare nel cesso la tua esperienza e professionalità perché i salari sono largamente al di sotto della qualifica professionale raggiunta con anni e anni di impegno, sacrifici e rinunce... inoltre devi spesso tribulare per prendere quei pochi soldi con cui non arrivi alla fine del mese, se paghi tutto quello che devi pagare, a motivo di una miriade di dittarelle che dovrebbero a mio avviso sparire dal mercato perché lo distruggono anziché valorizzarlo.

Tali dittarelle le individui anche molto presto (quelle che ti daranno problemi quando è ora di pagarti)... ma siccome bisogna pur vivere... tiri avanti ugualmente (ecco come il sistema crea schiavitù). Nel frattempo tutti cercano soldi e pretendono che paghi ... soprattutto i servizi di prima necessità già costosi e gravati di tasse: affitti, mutui, gas, luce, acqua (v. accise e iva).

Ma credete che gli italioti pensino di ribellarsi ? Macché !! Gli italioti votano ancora alle elezioni, leccano il culo ai loro padroni che li spremono, e lo mettono nel culo ai loro colleghi che hanno delle carte in più (v. meritocrazia).
 

Questa è l'italia ... e questi sono gli italioti.
 

Qualcuno ha qualcosa da obiettare ?... si faccia sotto... giuro che non gli auguro una morte dolorosa.

domenica 7 maggio 2017

Italiani - schiavi o servi ? (Distacco totale energia elettrica, acqua e gas)

Prima di entrare nel vivo della questione approfondiamo il significato dei termini.

Si può essere soltanto schiavi e si può essere entrambi, ovvero sia schiavi e sia servi.

Come premessa vediamo qual'è la differenza fra schiavo e servo:


Un individuo è schiavo perché sottomesso a qualcuno che lo usa per un tornaconto personale fino a sfruttarlo e un individuo può essere schiavo perché chi lo sottomette per usarlo fino a sfruttarlo ha una certa autorità ed un certo potere su di lui/lei.
Si possono rendere schiavi gli esseri umani mediante leggi inique o mediante leggi inapplicate, ovvero scritte solo sulla carta ma non applicate o non rispettate nella pratica.

Uno schiavo però può anche ribellarsi nel corso della sua schiavitù e la ribellione dipende dalla sua indole e da altri fattori legati al carattere ed alla sua natura.
Un individuo è invece servo quando anche se consapevole di essere uno schiavo oltre a non ribellarsi asseconda e si rende spesso anche complice di chi schiavizza  procurando ancora più danni a chi si ribella per rivendicare diritti e meriti.

In sostanza si può essere schiavi per forza maggiore ma chi è solo schiavo per forza maggiore si ribella prima o poi.  Mentre i Servi, oltre ad essere comunque schiavi, non solo non si ribellano mai ma si rendono complici del sistema che pone in schiavitù intere masse popolari.

Fatta questa precisazione  è opportuno evidenziare che chi detta le regole, purtroppo, ha ampiamente dimostrato che il cittadino non è considerato ciò che in realtà è, ovvero un "essere umano" con dei fondamentali diritti ed esigenze naturali... ma è considerato e trattato da schiavo come lo era nell'antica Roma (da plebeo) a cui si attribuivano soltanto dei doveri in cambio di qualche piatto di lenticchie.
Nonostante siano trascorsi millenni i diritti dei cittadini (plebe moderna) sono scritti soltanto sulla carta (Costituzione italiana, Convenzioni internazionali sottoscritte e ratificate dal parlamento ed anche Leggi ordinarie e Codici).

La maggioranza degli italiani oltre ad essere trattati da schiavi si rendono anche servi, forse perché ,"tengono famiglia "... senza considerare che la famiglia la tengono pure quelli che non accettano di essere  schiavi e si ribellano.
Ormai la cosiddetta guerra tra poveri in atto da tempo si intensifica sempre più col trascorrere del tempo proprio perché invece di ribellarsi (dapprima usando quegli strumenti previsti dall'ordinamento giuridico legislativo) subiscono sempre tutto e si rivalgono in qualche modo sui propri simili (su coloro che stanno per così dire sulla stessa barca) ed in qualsiasi campo, soprattutto in campo lavorativo. In Italia infatti si evidenzia sempre più la caratteristica che ha reso il paese poco produttivo e parassitario ovvero il leccaculismo e la disponibilità a rinnegare la propria coscienza, etica, deontologia, e tv.
Basta vedere innanzitutto che gente ricopre alte funzioni nelle istituzioni e nelle imprese. Meno sanno e meno etici sono e più vengono presi in considerazione (servi peggiori).

Prima di portare un esempio lampante vorrei far notare che in Italia si tollerano comunemente delle prese di posizione di istituzioni ed enti privati lucrativi che si propagano per mere prassi ... non perché previste dalle leggi. Ma questo lo vedremo nella trattazione dell'esempio che illustrerò di seguito.

L'esempio che illustrerò lo avevo già analizzato in passato scrivendo un post sul tema indicando alcune leggi ma lo voglio riprendere associandolo al concetto sopra esposto perchè se accadono queste cose  è perchè NESSUNO ha mai pensato di sollevare il problema per chiamare in causa le istituzioni e gli organi preposti che dovrebbero garantire un minimo di tutela dei diritti umani, della dignità dell'essere umano, che pur essendo previsti sulla carta sono invece calpestati spudoratamente sia da enti privati lucrativi e sia dalle istituzioni stesse dello Stato (Ministeri, Pubblica Amministrazione, Comuni, Regioni, Prefetture, Questure, etc.).

L'esempio riguarda la:
SOSPENSIONE TOTALE DELLA FORNITURA DI ENERGIA ELETTRICA, GAS E ACQUA agli utenti cosiddetti "morosi" ... ossia che non pagano le bollette.

Sembra che tanto le Società distributrici e fornitrici di tali servizi PUBBLICI INDISPENSABILI alla vita, all'igiene personale degli esseri umani e delle loro abitazioni, quanto le istituzioni (lo Stato per intenderci) facciano una gran fatica a comprendere che a nessuno fa piacere NON PAGARE le bollette della luce, del gas e/o dell'acqua. Forse alcuni lo faranno intenzionalmente per il gusto di farlo o chissà per quale altro motivo ... ma molti altri se non pagano le bollette è perché le loro entrate, QUANDO CI SONO E/O QUANDO SONO CONTINUATIVE, sono inferiori alle uscite.

Se le entrate non sono proporzionali al costo della vita non si può pagare tutto e tutti ... ci vuole un cervello da scienziato per giungere a tale conclusione ?

Tuttavia ogni Società che fornisce tali servizi non guarda se un utente fa il furbo o ha realmente delle difficoltà e lo Stato fa la stessa identica cosa.... anzi ... lo Stato sforna leggi che apparentemente tutelano anche il consumatore ma poi non le applica, non controlla e le lobbies la fanno da padrone.

Entriamo ora nei meandri legislativi  perchè tutte le Società in questione non fanno altro che scaricare responsabilità al legislatore ed ultimamente alla cosiddetta Autority dell'energia (AEEGSI) quando gli utenti lamentano qualcosa.

Sulla buffonata tipicamente italica dell'Autority vi rimando a questo mio vecchio post:
http://brunoaprile.blogspot.it/2015/12/cose-laeegsi-autority-per-lenergia.html


Per quanto riguarda la sospensione totale dei servizi sopra citati la ritengo un vero e proprio abuso di potere disumano.

Perchè ?

Esaminiamo alcuni punti alla luce delle leggi ... tenendo conto che esiste anche una gerarchia delle leggi (ne avevo già parlato in altro post che indicherò in calce).
La gerarchia delle fonti prevede leggi e regole con valenza maggiore di altre e la cosiddetta Autority dell'energia, pur essendo un organo dello Stato (istituito con legge dal parlamento) ed in stretto contatto col Ministero dello Sviluppo Economico primariamente, non può emanare regole con la stessa valenza di quelle emanate dal parlamento. L'AEEGSI può emanare determine e deliberazioni (come una giunta comunale) ma tali delibere non possono contrastare le Leggi e i Codici.
Un giunta comunale non può deliberare un regolamento che contrasti lo Statuto comunale o, ancor peggio, una legge regionale o una legge dello Stato ... e similmente qualsiasi ente dello Stato diverso dal parlamento o dal governo deve deliberare attenendosi alle leggi.

Primo punto:

Chi determina il costo dell'energia elettrica e del gas deve tenere conto della diminuzione del prezzo del petrolio. Se il petrolio aumenta anche il costo di tali servizi può aumentare ... se il prezzo del petrolio diminuisce anche tali servizi devono diminuire ... non lo dico io ma  una legge dello Stato che l'Autority non può ignorare poiché, come già detto, esiste una gerarchia delle fonti e una legge dello Stato ha valenza maggiore di una delibera di un ente meno autorevole di un parlamento.

L'art. 3 comma 8 del Decreto Legge 29 novembre 2008 convertito con Legge 28 gennaio 2009, n. 2 recita testualmente:


"L'Autorita' per l'energia elettrica ed il gas effettua un particolare monitoraggio sull'andamento dei prezzi, nel mercato interno, relativi alla fornitura dell'energia elettrica e del gas naturale, avendo riguardo alla diminuzione del prezzo dei prodotti petroliferi; entro il 28 febbraio 2009 adotta le misure e formula ai Ministri competenti le proposte necessarie per assicurare, in particolare, che le famiglie fruiscano dei vantaggi derivanti dalla predetta diminuzione."


Secondo punto:

L'art. 53 della Costituzione italiana (secondo la gerarchia delle fonti è la più importante in quanto legge fondamentale della repubblica - art. XVIII delle disposizioni transitorie e finali) determina il criterio di progressività delle tasse. Chi ha più beni, possedimenti, soldi, ricchezze dovrebbe pagare più tasse e chi ha poco dovrebbe pagare poche tasse. Questo è in perfetta armonia con l'art. 3 della Costituzione stessa che stabilisce che "è compito della repubblica rimuovere gli ostacoli che impediscono di fatto il pieno sviluppo della persona umana". Se l'energia è già cara perché chi deve determinarne il costo non tiene conto della diminuzione del prezzo del petrolio (contro la legge ... è bene ribadirlo) è assurdo aggiungergli anche delle tasse (imposte indirette) poiché gravano ancor più sul bilancio familiare del ceto basso e del ceto medio aggravando ancor più le difficoltà degli appartenenti a tali ceti, soprattutto in momenti di crisi economica, scarsità di lavoro e basso reddito. Le accise e l'IVA su materie e servizi di prima necessità indispensabili alla vita non dovrebbero neppure esistere poiché le tasse si applicano sui beni, sui possedimenti, sui redditi e sulle ricchezze delle persone ... non sulle spese necessarie che già incidono sul bilancio. Si possono tassare le entrate ... NON LE USCITE !

Terzo punto:

L'art. 392 del codice penale ritiene REATO farsi giustizia da soli, ovvero adottare comportamenti e/o azioni, anche a tutela dei propri diritti e proprietà, senza ricorrere alla magistratura. In altre parole chiunque ritiene di essere stato offeso o intaccato nei propri diritti o proprietà deve fare ricorso alla magistratura per far valere le proprie ragioni altrimenti commette, come dice appunto il citato art. 392 c.p., un "uso arbitrario delle proprie ragioni".
La sentenza della sesta sezione penale della Suprema Corte di Cassazione del 5 novembre 2015 n. 47276 ha confermato la sentenza della Corte d'Appello che aveva condannato un amministratore di condominio per il reato di cui all'art. 392 c.p. citato in quanto questi aveva staccato i cavi dell'energia elettrica ad un condomino che non pagava le spese condominiali.
Siccome la legge è uguale per tutti, secondo l'art. 3 della Costituzione italiana e secondo quanto scritto a caratteri cubitali in tutte le aule di tribunale, Enel e qualsiasi altra Società distributrice e/o fornitrice dei servizi di energia elettrica, gas e acqua non possono ignorare tale aspetto (anche se lo hanno sempre fatto col tacito assenso di utenti, avvocati, ed anche associazioni di consumatori).
Se l'utente non paga le bollette riducigli pure l'energia ad 1/5 come già fai ma non gliela sospendi totalmente perché se un utente non può pagare ed è in grado di dimostrarlo deve comunque avere il minimo indispensabile per vivere DIGNITOSAMENTE.

Quarto punto:

A rafforzare il concetto espresso al punto precedente  l'art. 514 del Codice di Procedura Civile intitolato "Cose mobili ASSOLUTAMENTE IMPIGNORABILI" (il maiuscolo è il mio) recita:

Oltre alle cose dichiarate impignorabili da speciali disposizioni di legge, non
si possono pignorare:
1) le cose sacre e quelle che servono all'esercizio del culto;
2) l'anello nuziale, i vestiti, la biancheria, i letti, i tavoli per la consumazione
dei pasti con le relative sedie, gli armadi guardaroba, i cassettoni, il frigorifero,
le stufe ed i fornelli di cucina anche se a gas o elettrici, la lavatrice, gli
utensili di casa e di cucina unitamente ad un mobile idoneo a contenerli, in
quanto indispensabili al debitore ed alle persone della sua famiglia con lui
conviventi; sono tuttavia esclusi i mobili, meno i letti, di rilevante valore
economico, anche per accertato pregio artistico o di antiquariato;
3) i commestibili e i combustibili necessari per un mese al mantenimento
del debitore e delle altre persone indicate nel numero precedente;

Ora qualcuno mi deve spiegare a cosa possono servire un frigorifero, una lavatrice, una caldaia a comando elettronico, che non si possono pignorare ad un individuo benché in difetto in quanto debitore, senza energia elettrica !
Se il Codice ammette ad un debitore un minimo indispensabile per una vita dignitosa nessun decreto ministeriale, e nessuna delibera dell'AEEGSI, o contratto di Società distributrice/fornitrice di materie e servizi come luce, gas e acqua possono contrastare tale principio perché sempre secondo la gerarchia delle fonti (o delle leggi) i Codici vengono, per importanza, subito dopo la Costituzione italiana e le leggi di natura costituzionale.
E non cito il diritto internazionale, che prevale su quello interno, perché il quadro si complicherebbe ancor più per Enel, e compagnia bella, ed anche per lo Stato italiano che ha sottoscritto e ratificato diverse Convenzioni sui diritti umani e cito soltanto le leggi di ratifica 848/55 e 881/77.

Ovviamente qualcuno mi chiederà:
Ma adesso che ci hai raccontato tutte queste belle cose, che soluzioni proponi ?

Risposta:
Molte cose non si possono dire pubblicamente perché il sistema non attende altro che i ribelli facciano qualche passo falso per metterli a tacere.
Ognuno faccia come crede, come ad esempio riempire le cancellerie dei tribunali di querele contro questi abusi. Molti italiani non sanno, purtroppo, che alcune leggi vengono modificate dal parlamento su pressioni della magistratura.
Certo che se non si fa mai nulla e si continua a pagare i furbi faranno sempre più i furbi... a prescindere dalla crisi economica che ha massacrato pure il ceto medio e milioni di famiglie ed esseri umani dimoranti in questa nazione di parassiti, di furbi, di corrotti e di insaziabili sanguisughe.

Dimenticavo !:

Ovviamente tutto è opinabile a questo mondo e ci saranno sicuramente persone che ritengono giusto sospendere luce, gas e acqua a chi non paga le bollette ma purtroppo le opinioni non sono legge e quando un individuo commette un reato deve fare i conti con la giustizia e le leggi ... che io credo di avere esposto su questo argomento.

Mi dispiace per chi lavora per le Società di distribuzione e fornitura di energia elettrica, gas e acqua ma tutti abbiamo famiglia ed abbiamo il diritto di vivere dignitosamente.

Andatevela a prendere con lo Stato che vi impone il ruolo di sostituto di imposta ad esempio, o con i vostri dirigenti che percepiscono stipendi stratosferici ... se scendessero tutti dall'olimpo in cui credono di dover dimorare forse toglierebbero i balzelli imposti per tali servizi e ridurrebbero pure i costi dell'energia, specie se il petrolio cala continuamente (da 130 dollari al barile siamo attualmente al di sotto dei 50 dollari al barile e quest'anno le bollette della luce e del gas dicevano che sarebbero aumentate già a fine anno 2016).

Posso concludere con un VAFFANCULO collettivo allo Stato italico, ad Enel ed a quelle altre Società entrate a far parte del cosiddetto "mercato libero" ?

Parentesi:

Non esiste mercato libero perché per la telefonia Telecom detta ancora legge, per l'energia elettrica Enel detta ancora legge e per il gas e l'acqua i distributori locali dettano ancora legge.

Gerarchia delle fonti: cos'è ?
http://brunoaprile.blogspot.it/2015/12/gerarchia-delle-fonti-legge-statuti-e.html

sabato 4 febbraio 2017

Differenze (cittadini e forze dell'ordine)

Sapete che differenza c'è fra, ad esempio, me ed un poliziotto ? (o carabiniere, finanziere, vigile, militare, etc. ?).

Premesso che siamo tutti considerati SCHIAVI da chi governa:

  • io sono considerato più schiavo di chi indossa una divisa (perché su di loro non ho il potere e l'autorità che invece loro hanno su di me)
  • io ... conosco più leggi e diritti di loro, ma soprattutto
  • io non sono un SERVO.

Mi dispiace per chi indossa una divisa ma la verità occorre dirla... 
chi sceglie quel ruolo deve buttare nel cesso la propria coscienza e obbedire come un cagnolino a ORDINI spesso contrari alle leggi e ai diritti umani ... ordini emanati dai peggiori individui a capo di certe istituzioni.

Ad esempio:
Perché durante i fermi, le perquisizioni, i sequestri temporanei di beni non si debbano video-registrare, o audio-registrare, o accettare testimoni che chiedono di assistere alle suddette operazioni (quando ci sono ?)
Se uno o più agenti delle forze dell'ordine non hanno nulla da nascondere, e rispettano i diritti umani e la dignità delle persone che fermano, perquisiscono, etc., come scrivono sui loro verbali pieni di falsità e di racconti di comodo, non dovrebbero avere alcun problema e operare con la massima trasparenza ... o no ?

Ogni confronto con me a parole, per loro è una guerra persa e chi ha avuto la sfortuna di parlare con me se ne è reso conto... e non voglio riferirmi in questa istanza agli esaltati che con una divisa addosso credono di avere anche un cervello..

Ed ora due apputi a Questori, Prefetti e Ministri (della Difesa e dell'Interno):

  1. Tralasciando quanto recitano i trattati internazionali sui diritti umani sottoscritti e ratificati dallo Stato italiano con le leggi 848/55 e 881/77
  2. L'art. 13 comma 4 della Costituzione italiana (che qualora questori, prefetti e ministri non lo sapessero è ancora la legge fondamentale dello Stato italiano - cfr. art. XVIII disp. trans. e finali) recita:
    "È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà."
Non credo che occorrano costituzionalisti, avvocati, giuristi o esperti di qualsiasi genere per comprendere il significato di tale comma.
Ficcatevelo in testa prima voi, questori, prefetti e ministri, e poi fate dei corsi di formazione professionale di qualche oretta alle forze dell'ordine.... perché se poi qualcuno di loro viene massacrato di botte forse ha fatto qualcosa che non doveva fare (CONTRO LA LEGGE).





mercoledì 11 gennaio 2017

Sfratti per morosità - dov'è lo Stato ?

Senza una casa si complica la vita a chiunque. 
Senza un tetto come si può:
  •  lavorare ?
  • Difendersi dalle malattie ? 
  • Difendersi dalla delinquenza ? 
  • Crescere i propri figli ?
Pur essendo un diritto di primaria importanza la classe politica, all’unanimità si può dire, oltre a non avere mai voluto affrontare seriamente il dilagante problema dell’Emergenza abitativa, pare che l’abbia intenzionalmente creato ed accentuato.

Chi non si interessa di politica, e soprattutto di leggi, non può sicuramente comprendere l’origine e la gestione del problema, come non interessa ai cittadini che non hanno questa spada di damocle sulla testa preoccuparsi dei propri simili che invece tale spada ha già colpito le loro teste, o ci sono molto vicini.

Un po di storia: 

Ai tempi che furono (Regno d’Italia) il deputato Luigi Luzzatti (partito “Destra storica”) presentò un disegno di legge che istituì l’edilizia sociale (case popolari), che fu poi facilitata dal fascismo.
Nel corso del tempo, per non appesantire lo Stato dell’onere di costruire alloggi atti allo scopo, fu introdotta la cosiddetta legge sull’equo canone (Legge 27 luglio 1978, n. 392) ... e già da allora si può intuire che l’intento della classe politica dirigente era quello di limitare tale “istituto” anziché rafforzarlo.
Con la Legge 9 dicembre 1998, n. 431 fu abolito definitivamente e totalmente l’equo canone (una sua prima abolizione parziale avenne con legge nel 1991).
Successivamente all’abolizione dell’equo canone il parlamento italiano emanò la legge sulla “cartolarizzazione” che permetteva alle amministrazioni locali di vendere le case popolari (Legge 30 aprile 1999, n. 130).

I primi aventi diritto all’acquisto delle case popolari messe in vendita erano gli affidatari che le occupavano. Ad essi veniva concesso un termine entro il quale acquistarle altrimenti venivano sfrattati.
Tutto questo ha prodotto dapprima un aumento dei canoni di locazione da parte dei proprietari di immobili ed all’aumento di richieste di case popolari da un sempre più crescente di meno abbienti, che aumentavano con l’aumento della crisi occupazionale ed economica... oggi a livelli inaccettabili.
Ma a prescindere dalle leggi che hanno provocato tutto questo e dalle forze politiche che le avevano emanate,

oggi ... chi deve occuparsi di tale fenomeno ?

Di fronte ai molteplici casi di sfratti e di sgomberi da occupazioni “abusive” (abusive un cazzo) che si moltiplicano e che guadagnano l’attenzione dei media, i sindaci dei vari Comuni usano il solito paravento delle mani legate (ma legate da chi ? da cosa ?).

Spunti di riflessione: 

La regolamentazione in materia di edilizia sociale (case popolari) è stata affidata dal parlamento alle Regioni, le quali hanno emanato leggi regionali che le amministrazioni comunali devono usare come guida per regolamentare a loro volta la materia a livello locale/comunale.
In definitiva l’edilizia sociale viene regolamentata da ogni Comune attraverso “deliberazioni” della giunta (organo esecutivo comunale), composta dal sindaco e dagli assessori.
Sulla direttiva della legge regionale la giunta di ogni Comune adotta i criteri di costruzione, ristrutturazione, adeguamento, assegnazione degli alloggi popolari che per legge devono esistere (non c’è un cazzo da fare).

Non solo devono esistere ma una parte di essi devono essere mantenuti fuori dalle assegnazioni di ordinaria richiesta.
Solitamente le leggi regionali stabiliscono una percentuale del 25% degli alloggi sociali per l’Emergenza abitativa, cosiddetti di “riserva”.

Cosa significa ?

Significa che se un Comune dispone di 16 case popolari, 12 di queste le dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) assegnare ai richiedenti aventi diritto che soddisfano i requisiti richiesti dalla giunta comunale, indicati nelle “deliberazioni” riguardanti la materia, e 4 le deve tenere di “riserva” (termine indicato nella legge regionale) per chi, per causa di forza maggiore, non può attendere i bandi e presentare regolare ed ordinaria richiesta. 

Ora consideriamo attentamente quanto segue:

Le amministrazioni comunali da chi sono composte ?
Da persone facenti parte degli stessi partiti in Regione e in Parlamento.
Credo che tutti sappiano che i partiti politici sono associazioni assolutamente verticistiche, prive di democrazia interna, ossia con dei capi che emanano direttive ai singoli membri iscritti che ricoprono cariche rappresentative.

Un sindaco, o una giunta comunale, che accusa il parlamento o il Ministero o la Regione per giustificare impotenza al problema sta solo prendendo in giro la gente che ha necessità urgenti e indipendenti dalla loro volontà.
Supponendo che la maggioranza parlamentare sia di destra, ed ha i numeri per emanare una legge mancante o per modificare una legge esistente sulla questione (ovviamente il ragionamento vale anche per la sinistra ed il centro) tutti i consigli regionali e comunali con maggioranza di destra dovrebbero far presente ai loro colleghi in Parlamento o in Regione (e alle dirigenze di partito soprattutto) che li stanno mettendo in difficoltà nello svolgere il loro ruolo su un problema di fondamentale importanza per la mancanza di leggi o per l’esistenza di leggi inadeguate (quindi da modificare).
All’inverso, la maggioranza parlamentare, o in consiglio regionale, di sua iniziativa potrebbe agevolare i colleghi di partito che governano i Comuni emanando una legge o modificando una legge esistente.

Lo scaricare le colpe e le responsabilità, come fanno sempre e da sempre i gruppi di opposizione (o di minoranza) ai gruppi di governo (o di maggioranza), agli stessi membri di partito e di maggioranza oltre che ridicolo è una palese presa in giro.

La realtà sotto gli occhi di tutti è che non esiste un solo Comune e/o Regione d’Italia che abbia tenuto conto di questa piaga dilagante che sta decimando moltissime famiglie (anche con disabili, bambini, infanti, anziani, malati).


  • Se invece di costruire case popolari vendi quelle che hai ... ti verranno a mancare.
  • Se invece di manutenere le case popolari che hai ... le lasci invecchiare sfitte ... ti priverai di altre case.
  • Se invece di assegnare le case popolari a chi ha veramente bisogno e monitorare se tale loro bisogno esiste ancora nel corso del tempo (c’è gente che chiede e ottiene la casa popolare e poi si indebita con la banca per acquistare una mercedes o un fuori strada), le assegni ad amici e parenti ... commetterai sempre ingiustizie e favoritismi inopportuni e ti mancheranno le case per le emergenze abitative.

In questo post un esempio:
http://brunoaprile.blogspot.it/2013/09/il-comune-di-alessandria-e-lemergenza.html


Che dovete fare se siete a rischio sfratto e volete capire come presentare almeno la domanda al Comune ?


  1. Cercare la Legge regionale in materia di edilizia sociale
  2. Cercare o chiedere al Comune la delibera (o le delibere) della giunta in materia di edilizia sociale ed emergenza abitativa.


martedì 10 gennaio 2017

Siete Europeisti ?

Lo Stato italiano ha sottoscritto a Lisbona il 13 dicembre 2007:
Il trattato che ha modificato quello sull'Unione Europea e quello che ha istituito l'Unione Europea, ovvero il Trattato di Lisbona.

Il Parlamento italiano ha votato la Legge di ratifica di detto trattato, Legge 2 agosto 2008, n. 130, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale in data 8 agosto 2008, all'unanimità sia alla Camera e sia al Senato, ossia 0 (zero) astenuti e 0 (zero) contrari.

Il Trattato di Lisbona recita:


Art. 10."1. Il funzionamento dell'Unione si fonda sulla democrazia rappresentativa.2. I cittadini sono direttamente rappresentati, a livello dell'Unione, nel Parlamento europeo."



Commento:
Neppure nella nostra Costituzione si legge una frase del genere ... qui è chiaramente deducibile che i cittadini europei non contano nulla !
Art. 130.
"Nell'esercizio dei poteri e nell'assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti dai trattati e dallo statuto del SEBC e della BCE, né la Banca centrale europea né una banca centrale nazionale né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni, dagli organi o dagli organismi dell'Unione, dai governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo. Le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'Unione nonché i governi degli Stati membri si impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della Banca centrale europea o delle banche centrali nazionali nell'assolvimento dei loro compiti."
Commento:
Un parlamento che non può ingerire nelle decisioni economiche e finanziarie (il cui potere è nelle mani di privati banchieri - SEBC e BCE) non serve a nulla ai cittadini europei... è solo un covo di parassiti come sono covi di parassiti tutti i parlamenti degli Stati sedicenti democratici.
Siete europeisti ?

BRAVI !

venerdì 6 gennaio 2017

Il pignoramento dei beni e il distacco dell'energia elettrica

Se dovessi elencare tutte le leggi strane e inique che il parlamento italiano ha sfornato nel corso degli anni dovrei scrivere un’enciclopedia ... 

mi limito a fare osservare agli italiani che continuano a scrollare le spalle, facendo sempre finta di nulla, una sola questione:

Come tutti sanno (specie chi lo ha vissuto in prima persona) che a chi non paga le bollette dell’energia elettrica la società fornitrice del servizio può sospendere la fornitura con il distacco totale.
Prima riducono la potenza ad 1/5 (su 3 kWatt sono 600 Watt - e un ferro da stiro ne assorbe già di più) e dopo 15 giorni, se l’utente non paga, la distaccano totalmente.

Tutti sanno anche che a un debitore gli vengono pignorati i beni (mobili e immobili) per soddisfare il creditore (pubblico o privato che sia).

Che tutto ciò sia giusto o sbagliato è come sempre opinabile (c’è chi lo ritiene giusto e chi lo ritiene sbagliato, o eccessivo) ed è per questo che esistono le cosiddette leggi (che hanno una gerarchia e dovrebbero essere scritte con una logica e secondo determinati principi).

Sul pignoramento dei beni notate cosa recita il Codice di Procedura Civile:

Art. 514. Cose mobili assolutamente impignorabili. 
Oltre alle cose dichiarate impignorabili da speciali disposizioni di legge, non si possono pignorare: 
1) le cose sacre e quelle che servono all'esercizio del culto; 
2) l'anello nuziale, i vestiti, la biancheria, i letti, i tavoli per la consumazione dei pasti con le relative sedie, gli armadi guardaroba, i cassettoni, il frigorifero, le stufe ed i fornelli di cucina anche se a gas o elettrici, la lavatrice, gli utensili di casa e di cucina unitamente ad un mobile idoneo a contenerli, in quanto indispensabili al debitore ed alle persone della sua famiglia con lui conviventi; sono tuttavia esclusi i mobili, meno i letti, di rilevante valore economico, anche per accertato pregio artistico o di antiquariato; 
... omissis...


Cosa si evince, o si deduce ? 

Direi che è scritto chiaramente nel suddetto articolo del Codice ... ovvero che tali beni sono INDISPENSABILI al debitore (che, seppur debitore, è un essere umano col diritto di vivere DIGNITOSAMENTE).

Se anche la reclusione (la galera per intenderci) deve essere vista principalmente come uno strumento per recuperare il “delinquente”, piuttosto che una punizione, ancor più un debitore che non ha i mezzi per pagare le salate bollette della luce e del gas - i cui costi aumentano a prescindere dal costo del petrolio che diminuisce sempre più - quindi contro la legge (Legge 28 gennaio 2009, n. “ art. 3 comma 8) deve essere tenuto in considerazione ... specie se le leggi lo lasciano chiaramente intendere (v. ancora l’art. 514 c.p.c.).

Domanda:

Che cosa se ne fa un debitore (magari senza un lavoro o con un salario da fame) di un frigorifero senza energia elettrica ? Di una lavatrice senza energia elettrica ? Di un fornello senza energia elettrica ?


Anche per il gas vale lo stesso ragionamento.

Gliele vogliamo andare a chiedere queste cose al nostro legislatore ? ... i mezzi per farlo ci sono !

Ad ogni modo se le Società fornitrici di energia elettrica, gas e acqua sospendono il servizio per morosità senza un’ordinanza di un tribunale commettono un reato.

Non è consentito dalla legge farsi giustizia da soli e diverse sentenze della Corte di Cassazione hanno evidenziato tale concetto in diverse occasioni definendo i comportamenti di alcuni: “Esercizio arbitrario delle proprie ragioni” - art. 392 del Codice Penale, che recita:

"Chiunque, al fine di esercitare un preteso diritto, potendo ricorrere al giudice, si fa arbitrariamente ragione da sé medesimo, mediante violenza sulle cose, è punito, a querela della persona offesa (120; c.p.p. 336, 340), con la multa fino a cinquecentosedici euro. Agli effetti della legge penale, si ha violenza sulle cose allorché la cosa viene danneggiata o trasformata, o ne è mutata la destinazione. "


Alcune sentenze sono citate al seguente link: http://www.brocardi.it/codice-penal...

lunedì 2 gennaio 2017

Fanatismo e buon senso (Democrazia rappresentativa e Democrazia Diretta)

Solitamente sono estemporaneo nell'esposizione di idee e pensieri ma dato che fra i miei contatti ci sono persone non udenti leggerò quanto scritto in questa nota correlata a questo video che pubblicherò pure nel mio canale You Tube e nel mio Blog.

Cercherò di illustrare brevemente cosa intendo per fanatismo senza andare a cercare e a leggerne la definizione sui dizionari:

In campo politico, ad esempio, si parla sempre di “destra” e di “sinistra” … anche se per oltre 50 anni ha governato l'Italia un partito di centro.... tuttavia non ho mai sentito gente che dicesse “la mia è un'idea di centro”

C'è chi si professa di “destra” e chi di “sinistra” … stop !

Partendo da questo concetto, in tutti gli anni di attività opinionistica, anche su Facebook, (alcuni mi ritengono un blogger abbastanza seguito) ho notato gente che solo perché si professa di destra non accetta alcuna idea che provenga da partiti di sinistra e viceversa.

Secondo me questo è fanatismo … che impedisce a tali persone di essere obiettive e vedere la realtà con senso critico e autonomo.

Il buon senso, invece, dovrebbe portare le persone a valutare le idee, le proposte, le soluzioni a prescindere dalla loro provenienza... e non, quindi chi le propone. Valutare l'idea e non il soggetto.

Se io ritengo buona un'idea di destra, nonostante maggiormente incline a condividere idee di sinistra, non la escludo a priori perché proveniente da una corrente politica avversaria. Lo stesso vale, ovviamente, per il contrario.

Cosa accade ad un “elettore” facente parte di una popolazione che si regge con un sistema politico puramente rappresentativo ?

Potendo votare un solo partito, o una sola coalizione di partiti, l'elettore non può lasciarsi guidare dal buon senso perché non ha la libertà di scegliere le idee ma solo chi le propone in sede istituzionale. Questo vale anche per chi da tempo è stanco di votare con un sistema elettorale che di democratico non ha assolutamente nulla. Il cittadino elettore è solo uno strumento che legittima, col voto, un sistema truffaldino e fallimentare al servizio dei cosiddetti potenti, delle lobbies, etc.

Se prendiamo ad esempio un gruppo che ha dichiarato al proprio elettorato di non volersi schierare mai né con una e né con un'altra corrente politica … qualsiasi proposta giunga da altre correnti politiche rischia di morire sul nascere, anche se buona.

Con la Democrazia Diretta ogni cittadino potrebbe invece manifestare il buon senso all'atto pratico a prescindere dalla destra o dalla sinistra.
Se una persona ritiene buona un'idea e, ancor meglio, ritiene opportuno sperimentarla (si può sempre fare un passo indietro nel caso in cui non produca i frutti sperati) la può proporre, sostenere e votarla.

Solo con la Democrazia Diretta uno vale uno, e solo con essa sparirebbero i concetti di destra e di sinistra, congeniali solo ai potenti che vogliono dominare masse popolari e che hanno portato molte persone al fanatismo ed alla chiusura mentale.
Ovviamente il fanatismo è un fenomeno che va oltre la politica e/o il tifo per partiti, politicanti, etc.
Ma di questo ne parlerò prossimamente.

A conclusione vi invito, come faccio spesso attraverso dei post nel mio blog e delle note nella mia pagina Facebook, a leggere attentamente l'art. 8 del Dlgs 267/2000 … che è il trampolino di lancio per conquistare il potere e la sovranità che solo sulla carta, per ora, appartiene al popolo.

Si deve iniziare percorrendo le vie più facili e la democrazia diretta richiede un lungo periodo di allenamento che mai si inizierà e mai porterà alla vittoria.

La Democrazia rappresentativa senza la democrazia diretta è una mera oligarchia mal camuffata, ovvero una vecchia ed obsoleta forma di governo a cui sono stati cambiati soltanto il nome e le forme.

Buona riflessione a tutti.




martedì 6 dicembre 2016

E' sufficiente avere votato il referendum del 4 dicembre per difendere la Costituzione ?


Testo del video pubblicato sul mio canale You Tube (per i non udenti):

Dal risultato del referendum confermativo che si è votato domenica scorsa è emerso innanzitutto un dato importante:

Alta affluenza ... mai stata così alta dal 1993 (apro una piccola parentesi per evidenziare come in assenza di quorum l'affluenza è maggiore)…. e un altro dato importante è stato che la maggioranza degli italiani ha respinto la riforma costituzionale proposta dal governo.

In sostanza il popolo ha preferito mantenere intatto il testo della Costituzione italiana.

La mia domanda è la seguente:

Gli italiani pensano ora che il loro compito sia finito ? Perché se questo è ciò che pensano gli italiani che hanno votato NO domenica scorsa … sono convinto che sarà servito a ben poco questo referendum.

Perché dico questo ?

La Costituzione italiana non è mai stata rispettata dai governi e parlamenti che si sono susseguiti in oltre 68 anni, cioè da quando è entrata in vigore... ma soprattutto non è mai stata attuata nei punti più importanti.
Se il popolo non pretende il suo rispetto e soprattutto l'applicazione dei suoi principi non serve a nulla difenderla da modifiche che tendono a stravolgerla.
Se dovessi esporre tutti i principi in parte inattuati, in parte ostacolati ed in parte violati con leggi orientate in senso opposto (ossia illegittime, incostituzionali, anticostituzionali) dovrei parlare per una giornata intera ... quindi mi soffermerò su un unico punto... a mio avviso più importante di tutti gli altri

L'articolo XVIII delle disposizioni transitorie e finali della costituzione afferma che :

"La Costituzione dovrà essere fedelmente osservata come legge fondamentale della repubblica da tutti i cittadini e dagli organi dello Stato."

La Costituzione è divisa in più parti e i primi 12 articoli costituiscono i "Principi fondamentali" che determinano la forma repubblicana e che non si possono pertanto modificare (come previsto all'art. 139 della Costituzione).

L'art. 1 è il principio fondamentale a mio avviso più importante perché è alla base di tutti gli altri e nel corso di questa mia breve trattazione cercherò di spiegarne la ragione.

L'art. 1 della Costituzione al primo comma recita:

"L'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro."

L'aspetto che determina la struttura democratica dell 'Italia è descritto chiaramente al comma 2 dello stesso articolo 1 e cioè:

La sovranità appartiene al popolo (e non a rappresentanti eletti dal popolo) ... che la esercita nelle forme (e non attraverso rappresentanti eletti dal popolo)... e nei limiti della costituzione ... (e non nei limiti imposti dai rappresentanti eletti dal popolo).

Ergo bisogna che ognuno di noi si domandi:

Quali sono le forme attraverso le quali il popolo esercita la sovranità che comunque gli appartiene ?

Se leggiamo bene tutta la Costituzione ci rendiamo conto che:

Art. 50: 
Tutti i cittadini possono chiedere interventi legislativi ed esporre comuni necessità ... attraverso la petizione (ma non essendo ancora stata emanata dal parlamento una legge attuativa che ne determina le modalità di utilizzo e di presentazione è uno strumento/diritto del popolo sovrano inutilizzabile e inefficace).

Art. 71 comma 2:
Il popolo può presentare una proposta di legge esattamente come può fare un parlamentare, un membro del governo o di ente costituzionalmente previsto (ma i disegni di legge popolari vengono sistematicamente messi in coda a quelli presentati dai parlamentari e/o dal governo e spesso neppure mai esaminati, discussi e votati).

Ora ... vi pregherei di ragionare profondamente su tale aspetto.

Se il sovrano è il popolo ... come chiaramente stabilito al comma 2 dell'articolo 1 della Costituzione ... che può esercitare la sua sovranità anche presentando disegni di legge ... non è più che ovvio e più che logico che i suoi disegni di legge debbano quanto meno avere la precedenza nell'esame, nella discussione e nella votazione del parlamento ?

Art. 75:
Il popolo ha il potere di abrogare leggi, o parti di esse, mediante referendum (in questo caso abrogativo) ma a parte il fatto che gli è stato impedito di utilizzare tale potere liberamente con una legge attuativa emanata dal parlamento con 22 anni di ritardo dall'entrata in vigore della costituzione italiana, con l'autenticazione, la certificazione e la presentazione di ben 500.000 firme in soli tre mesi di tempo ... cosa impossibile a comuni cittadini, specie nel 1970 quando non esisteva ancora internet in Italia ... molti oggetti abrogati con referendum dagli italiani sono stati reintrodotti furbescamente dai politicanti in breve tempo (finanziamento pubblico ai partiti, ministero dell'agricoltura, nucleare due volte, acqua pubblica).

Art. 46:
Che prevede la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle aziende (è anche questo principio/diritto privo di legge attuativa).

Art. 102: 
che prevede la partecipazione diretta dei cittadini all'amministrazione della giustizia ( è anche questo principio/diritto privo di legge attuativa )

Art. 118:
Lo Stato, le Regioni e gli enti locali devono agevolare l'iniziativa dei cittadini ... anche singoli... (ma i cittadini che propongono istanze alle istituzioni preposte non ricevono neppure risposta ... quando le loro proposte toccano determinati interessi).

Ci sarebbe ancora altro da aggiungere ma credo che con un po di umiltà ed obiettività ognuno di noi potrà benissimo riflettere e chiedersi se ha fatto abbastanza, nell'arco della sua esistenza, per difendere o attuare i principi della Costituzione italiana, che è di fatto considerata carta straccia sia dalla stragrande maggioranza della popolazione e sia, ed ancora più, dai politicanti che occupano poltrone in parlamento, nei ministeri, nelle regioni, nelle province e nei comuni.


Con un prossimo video vi dirò come fare per salvare il salvabile (secondo le mie opinioni ovviamente) ... prima che ci riprovino ancora ... perché ci riproveranno ancora ... statene certi, ricordando che abbiamo delle basi costituzionali e legislative per esercitare realmente ed in maniera più proficua la sovranità che sulla carta ci appartiene.

Ma dobbiamo essere noi … POPOLO a dimostrare a quei furbastri che vogliamo esercitarla e vogliamo quindi essere realmente sovrani.

Video su You Tube: