INUTILE CERCARE DI FERMARE LE IDEE

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sabato 12 maggio 2012

Se non c'è Democrazia ... di chi è la colpa ?

Sento da tempo che molti (a dire il vero TUTTI coloro con cui parlo o sento discutere fra loro) sostengono che l'Italia in realtà NON è una democrazia.
Da una parte conforta tale consapevolezza della massa ma da un'altra parte c'è da chiedersi:

perché non c'è democrazia ?

Innanzitutto occorre avere ben chiaro il concetto di "democrazia" perché se non si conosce appieno una cosa è anche difficile ottenerla.

Molti attribuiscono alla "democrazia" la sola libertà di pensiero e di espressione ma non è assolutamente questa la democrazia.
La libertà di pensiero ed espressione è una componente essenziale della democrazia ... ma la democrazia non è altro che "sovranità o potere del POPOLO" (art. 1 Cost.).
La Democrazia quindi implica un potere decisionale allargato e non concentrato in pochi individui (rappresentanti eletti dal popolo).
Detta in altre parole:
In democrazia le opinioni e la libertà di esprimerle sono necessarie ma PRIMA di determinare le leggi e le regole, non quando leggi e regole esistono già.

Le opinioni sono necessarie PER determinare leggi e regole ma una volta che le leggi e le regole esistono già bisogna solo applicarle.
Il popolo sovrano, in democrazia deve poter quindi discutere PER poter determinare una legge o una regola e deve poter anche correggere leggi e regole stabilite dai rappresentanti eletti che non piacciono.
Questa è la democrazia = sovranità che appartiene al popolo ed è ESERCITATA dal popolo.

Il problema, caso mai, sta nel cercare di capire come realizzarla senza filosofeggiare all'infinito sul significato del termine. La democrazia, che consente al popolo di avere l'ultima parola sui suoi rappresentanti, si può realizzare perché altre popolazioni l'hanno realizzata. Non saranno popolazioni con democrazie perfette, poiché gli esseri umani sono imperfetti, ma sono sicuramente popolazioni con democrazie migliori ... più coerenti nell'utilizzare il termine "democrazia".

Quindi veniamo al punto, ovvero alle domande:
Perché non c'è Democrazia ? Di chi è la colpa ?

La colpa a mio avviso è:
DELLA  NATURA  UMANA

Siamo fatti così purtroppo, l'individuo in linea di massima è dotato di caratteristiche positive e negative e se quelle che coltiva maggiormente sono negative la società mondiale peggiorerà sempre più.
Quale è la caratteristica negativa che ostacola la democrazia ?

A mio avviso è assai evidente.
L'individuo tende a voler prevaricare sugli altri, tende a voler avere maggiori vantaggi, e tende pertanto a sfruttare quei metodi che gli consentono di prevaricare sugli altri o avere maggiori vantaggi degli altri.

Credo sia ormai assodato in tutto il mondo che alcuni individui per prevaricare sugli altri o avere maggiori vantaggi degli altri abbiano scelto come strumento più adatto "il DENARO" o il potere economico.
Chi ha modo di emergere sul piano economico non ha bisogno di essere eletto a rappresentare un popolo perché detta legge anche non facendo politica. Il politico infatti spesso si rende complice o sicario di chi ha DENARO e/o potere economico... e lo fa perché anch'egli è un essere umano con le stesse caratteristiche negative e soggetto alle stesse ambizioni e tentazioni di qualsiasi altro essere umano ... e facendo il sicario di potenti potentati ottiene da essi un lauto compenso.

In sostanza l'individuo è quello che ha scelto di essere, ovvero quali delle caratteristiche positive o negative ha scelto di coltivare, limitare, controllare, debellare, migliorare, etc.

Fino a che l'individuo avrà la pretesa di avere e volere tutto dovrà per forza di cose togliere agli altri ... dovrà competere sempre con gli altri per arrivare prima.
Chi non ha DENARO o potere economico ambisce le stesse cose di chi invece ha tali cose e cerca di sfruttare coloro che hanno potere ... e qui entrano in gioco anche i politici o rappresentanti del popolo, che nei sistemi realmente democratici esistono pure ma hanno poteri inferiori a quelli del popolo che rappresentano. Molta gente che vota ancora i politici più noti lo fa non per voglia di un buon governo, ma lo fa con la speranza di ottenere favori.

Detta in parole povere, il mondo, il continente, la nazione, il Comune in cui viviamo li comanda chi ha il DENARO perché il DENARO è divenuto (non a caso) il più forte mezzo per prevaricare sugli altri ed avere molti più vantaggi degli altri. E' il mezzo più potente per schiavizzare intere masse popolari pur essendo in minoranza.

Per riassumere:
Se non c'è Democrazia la colpa è di tutti coloro che formano una popolazione perché pur sapendo che comandano solo chi ha DENARO per prevaricare sugli altri ambiscono la stessa cosa. Per limitare lo strapotere dei potenti occorrerebbero delle regole (leggi) ma fino a che tali regole saranno stabilite da pochi sicari dei potenti non ci sarà mai nessuna equità e neppure nessuna democrazia. Abbiamo voglia di manifestare in ogni piazza del mondo per i secoli dei secoli.

Se la colpa è quindi dell'individuo che compone qualsiasi società di persone (popolazione) .. chi è eletto a rappresentare il popolo (il politico) è ancora più colpevole perché essendo più a contatto con i potenti potentati conosce meglio dei cittadini che rappresenta il problema e il modus operandi di tali potenti potentati e se volesse realmente limitare il loro strapotere non dovrebbe fare altro che svincolarsi dai loro ricatti, minacce, tentativi di corruzione, offerte, favori personali, etc, dividendo il potere politico e legislativo con la popolazione.
D'altro canto anche la popolazione dovrebbe pretendere dal rappresentante eletto tale potere.
Un democrazia rappresentativa integrata da una democrazia diretta oltre ad essere una democrazia più compiuta e reale è anche la miglior forma di governo che limiterebbe lo strapotere dei RICCHI e il crescente impoverimento di milioni e milioni di persone.

Per illustrare meglio il concetto riassumo:

  • Il Governo italiano ha ipocritamente sottoscritto, come aveva fatto in altre occasioni, una Convenzione europea nel 1985 - la "Carta Europea dell'Autonomia locale" .... dico ipocritamente poiché l'ha sottoscritta senza l'intenzione di applicarla nella realtà, esattamente come ha fatto quando ha sottoscritto la Convenzione Europea sui Diritti e sulle Libertà Fondamentali dell'Uomo (basta vedere quante condanne ha subito dalla Corte di Strasburgo) e come ha fatto con i principi più importanti della Costituzione italiana (legge fondamentale della repubblica) che riguardano l'esercizio della sovranità che appartiene al popolo.
  • Tale convenzione prevedeva/prevede la partecipazione dei cittadini all'amministrazione della propria città di residenza.
  • Nel 1989 il parlamento italiano ha recepito tale convenzione con legge nazionale (Legge 439/89)
  • Nel 1990 il parlamento italiano ha emanato la legge attuativa di tale convenzione ratificata l'anno precedente (Legge 142/90).
  • L'art. 6 di detta Legge era intitolato "Partecipazione popolare" che fu poi sostituito dall'art. 3 della successiva Legge 265/99 e poi dall'art. 8 del Dlgs 267/00 (attualmente in vigore).
  • Questa legge IMPONE ai Comuni di inserire nel proprio Statuto (paragonabile alla Costituzione) degli strumenti di partecipazione popolare e di democrazia diretta (istanze, petizioni, proposte e referendum) e di definire le modalità di utilizzo attraverso appositi Regolamenti.
  • Pur essendo trascorsi ormai 23 anni dall'entrata in vigore della Legge 142/90 - poi migliorata con il Dlgs 267/00 - ancora MOLTISSIMI Comuni non hanno deliberato il Regolamento attuativo della partecipazione popolare e dei referendum (che possono essere di qualsiasi tipo oltre a quello consultivo previsto dalla legge 142/90 - già con la legge 265/99 fu tolta la parola "consultivi" dopo "referendum") pur avendo inserito nei loro Statuti detti istituti o strumenti di partecipazione popolare e di democrazia diretta.
CONCLUSIONI:

E' evidente che la partecipazione dei cittadini e la democrazia diretta disturbano gli "eletti" perché limiterebbero il loro strapotere - usato per ingrassare se stessi (mi pare scontato ormai questo) e che, come hanno fatto con gli stessi principi esposti nella Costituzione italiana, li ostacoleranno sempre (cfr. anche l'art. 118 Cost.) fino a che i cittadini non rivendicheranno i loro diritti seppur previsti dalla legge. Mi pare di una banalità estrema giungere a tal conclusione.

Quindi se l'Italia non è una Democrazia e non accenna minimamente a diventarlo la colpa è maggiormente del POPOLO che non si scandalizza per la mancanza di detti Regolamenti comunali - o degli strumenti di partecipazione popolare e di democrazia diretta -  previsti da tempo dalla Costituzione italiana (artt. 46, 50, 71, 75, 102, 118, 123, 138) e dalla Legge (art. 8 Dlgs 267/00).

Gli eletti, inoltre, tastano il polso dei loro sudditi per poter infierire coi loro abusi e i loro diktat ed hanno pure l'alibi di dire: "i cittadini hanno degli strumenti per far sentire la loro voce ma non li utilizzano quando possono e non li rivendicano quando mancano le regole per il loro utilizzo."


Inutile pertanto lamentarsi sempre dei politici ... perché è un comodo pretesto per nascondere le proprie responsabilità ... se non si desidera essere sovrani si resterà sudditi di pochi eletti che approfitteranno del loro potere come hanno sempre fatto.

Mi rendo conto che alla gente da molto fastidio sbattergli in faccia la realtà ... ma è così !


Per capire cosa è quindi necessario fare - partendo dai Comuni - per avviarci verso una democrazia VERA bisogna che i cittadini SINGOLI o ASSOCIATI chiedano agli amministratori eletti a livello locale il riconoscimento e il potenziamento dei diritti di partecipazione e di democrazia diretta utilizzando gli strumenti previsti dalla legge da ben 23 anni !

Detti strumenti sono elencati al comma 3 dell'art. 8 del Dlgs 267/00 (sotto riportato integralmente) ... Se i cittadini non li utilizzano andremo solo di male in peggio e la democrazia la potremo sempre e solo sognare unitamente all'equità ed alla giustizia.

Per ulteriori dettagli leggere le ultime frasi del seguente post:http://brunoaprile.blogspot.it/2012/02/scacco-matto-al-sistema-in-due-mosse.html
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Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 ("Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali")

Art. 8 - Partecipazione popolare
"1 I comuni, anche su base di quartiere o di frazione, valorizzano le libere forme associative e promuovono organismi di partecipazione popolare all'amministrazione locale. I rapporti di tali forme associative sono disciplinati dallo statuto.
2. Nel procedimento relativo, all'adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive devono essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalità stabilite dallo statuto, nell'osservanza dei principi stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241.
3. Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonché procedure per l'ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresi', determinate le garanzie per il loro tempestivo esame.Possono essere, altresi', previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini.
4. Le consultazioni e i referendum di cui al presente articolo devono riguardare materie di esclusiva competenza locale e non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali, comunali e circoscrizionali.
5. Lo statuto, ispirandosi ai principi di cui alla legge 8 marzo 1994, n. 203, e al decreto legislativo 25 luglio 1999, n. 286, promuove forme di partecipazione alla vita pubblica locale dei cittadini dell'Unione europea e degli stranieri regolarmente soggiornanti."

Art. 70 - Azione popolare

"1. La decadenza dalla carica di sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale o circoscrizionale può essere promossa in prima istanza da qualsiasi cittadino elettore del comune, o da chiunque altro vi abbia interesse davanti al tribunale civile.
2. L'azione può essere promossa anche dal prefetto.
3. Alle controversie previste dal presente articolo si applica l’articolo 22 del decreto legislativo 1°settembre 2011, n. 150."

Concludo affermando che c'è una spiegazione molto semplice al fatto che i nostri "rappresentanti eletti" se ne fottono della Costituzione italiana (non attuando con legge i suoi principi fondamentali e legiferando in contrasto con essa molto spesso) ... la spiegazione è che pure i cittadini se ne fottono della Costituzione italiana ... infatti votano da 64 anni dei partiti che non dovrebbero nemmeno invadere il parlamento ed ogni altra istituzione e da oltre 8 anni votano con una legge elettorale ILLEGITTIMA. Se poi aggiungiamo i diritti di partecipazione e di democrazia diretta negati ed ostacolati da sempre, che i cittadini non rivendicano per NIENTE, abbiamo completato il quadro della situazione (che il popolo italiota merita).

Se c'è qualche obiezione sono sempre disponibile al confronto ...



1 commento:

  1. Chi non era al corrente di tutto ciò è ovviamente giustificato ... chi invece è al corrente non ha più nemmeno mezza giustificazione per ignorare tutto ciò. L'ignoranza non è un difetto grave ... è una colpa imperdonabile persistere nell'ignoranza e ne non voler sapere certe cose.

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