INUTILE CERCARE DI FERMARE LE IDEE

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sabato 24 settembre 2011

Cosa sono Statuti e Regolamenti comunali ?

Chi sa' cosa sono:

  • Lo Statuto comunale ?
  • Il/I  Regolamento/i  comunale/i  ?





Quanto leggerete non lo sentirete MAI dai vari Travaglio, Vespa, Santoro, Floris, Belpietro, Lerner, Feltri, Del Debbio e compagnia bella ... perché queste perle del giornalismo televisivo italico sono servi prezzolati di un sistema politico e di governo obsoleto e truffaldino quale è la democrazia rappresentativa o parlamentare.

Qualcuno da anni ha provato tante volte a spiegare alla gente queste cose, e non sono il solo (v. nota in calce), e non ha ottenuto molti risultati... 

Perchè ?

La gente fa finta di non sapere anche quando sa', ed alcuni non vogliono neppure sapere certe cose.

Quando si parla di Statuti, di Regolamenti comunali e soprattutto di Partecipazione Popolare e Democrazia Diretta la gente si sente chiamata a rispondere della propria passività e responsabilità dato che non deve andare a Roma a protestare (ma sotto casa propria) e dato che non c'entrano nulla né Berlusconi, né Prodi e né altri parlamentari.

Chi non ha applicato ancora, dopo 21 anni, una legge che è tenuto ad applicare, oppure l'ha raggirata (Legge 142/90 - art. 6; Legge 265/99 - art. 3; Dlgs 267/00 - art. 8) sono gli amministratori del Comune che la gente ha eletto DIRETTAMENTE (non c'entra neanche la legge elettorale porcellum in questo caso) e che vede passare forse tutti i giorni per le strade (specie nei piccoli paesi) e che ha quindi a portata di mano !

E' molto più comodo mettere la testa sotto terra come fanno gli struzzi e fare sceneggiate di piazza al suono di tromba dei politicanti preferiti, piuttosto che assumersi le responsabilità che un cittadino sovrano dovrebbe sentire ed assumersi ! E' molto più facile puntare il dito contro gli amministratori "furbi" piuttosto che correggerli ed occuparsi del bene comune !
Gli italioti non comprendono che hanno gli occhi degli amministratori eletti puntati addosso e che sono studiati a fondo da essi !
Questa legge serve forse a misurare il livello di sudditanza della gente ma gli italioti non ci arrivano !
Sono tutti presi dal loro vivere quotidiano fatto di sogni, di illusioni e di sfoghi temporanei che non si rendono conto che con la loro passività, pur con la legge dalla loro parte, non faranno altro che peggiorare la politica e la situazione generale dell'intera nazione !

Insomma ! Chi è causa del suo mal pianga se stesso ed è giusto che abbia i governanti che merita.

Odiatemi pure italioti ma sappiate che anche a me state terribilmente sui coglioni quando sento le vostre lamentele e vedo il vostro falso coraggio che vorreste dimostrare scendendo nelle piazze con qualche partito dietro al culo che FINGE di spalleggiarvi.

Per entrare meglio nell'argomento:

Lo Statuto di un Comune  è una sorta di Costituzione (del Comune appunto) ... se la Costituzione italiana è la legge fondamentale della repubblica, lo Statuto del Comune di Milano è la legge fondamentale di quel Comune.... e così per ogni altro Comune.

Il Regolamento comprende i dispositivi attuativi dei principi esposti nello Statuto, ovvero l'insieme di regole che determinano la loro applicazione e modalità di utilizzo.

Entrambi esistono perché i Comuni sono enti autonomi con poteri legislativi ed attuativi per quanto riguarda il loro territorio e la popolazione in essi residente. 

Le amministrazioni comunali fanno leggi e regole che variano da Comune a Comune che devono rispecchiare i principi statutari, esattamente come il parlamento deve emanare le leggi nel rispetto della Costituzione italiana (o almeno DOVREBBE).

Una legge emanata 21 anni fa (Legge 142/90) all' Art. 6 - Intitolato "Partecipazione popolare" IMPONEVA agli amministratori locali di prevedere negli Statuti comunali strumenti di partecipazione popolare e di democrazia diretta. Tali strumenti sono stati poi migliorati dall'attuale art. 8 del Dlgs 267/00. Le amministrazioni locali dovevano poi attuare tali strumenti di partecipazione popolare attraverso appositi regolamenti citati negli Statuti stessi. Benché trascorsi 21 anni moltissimi Comuni non hanno ancora deliberato i regolamenti sugli istituti di partecipazione popolare e sui referendum previsti nei rispettivi Statuti comunali e i cittadini non possono quindi utilizzare con efficacia gli strumenti di partecipazione popolare e di democrazia diretta seppur previsti DA TEMPO dalla Legge e dagli Statuti comunali !
Se i cittadini sperano che gli amministratori adempiano spontaneamente a certi obblighi di legge moriremo tutti ! Essendo quasi tutti esponenti degli stessi partiti in parlamento si comporteranno esattamente come i loro capi seduti sulle poltrone alte ... che dopo 64 anni non hanno ancora emanato la legge attuativa della petizione di cui all'art. 50 Cost. ed hanno  ostacolato gli strumenti di democrazia diretta di cui agli artt. 71 comma 2, 75 e 138 Cost. con una legge attuativa di MERDA emanata nel 1970 (Legge 25 maggio 1970 n. 352).

Se i cittadini non chiedono neppure i diritti negati, o ostacolati, quando sono previsti dalla legge che speranze possono avere ?

Ergo:
  1. Leggete attentamente l'art. 8 del Dlgs 267/00 (T.U.E.L.)
  1. Leggete attentamente lo Statuto del vostro Comune di residenza nelle parti riguardanti gli istituti di partecipazione popolare e referendari
  1. Leggete attentamente il Regolamento attuativo di tali istituti (se esiste).
Se qualcosa non vi convince sappiate che avete il diritto di proporre all'amministrazione qualsiasi istanza, petizione, proposta e l'amministrazione ha l'OBBLIGO di rispondere.

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Nota:
Alcune persone che parlano da anni ed anni di Democrazia Diretta e di Statuti e Regolamenti comunali sono:
Giuseppe Strano; Paolo Michelotto; Thomas Benedikter; Paolo Bonacchi; Giacomo Consalez; Franco Dell'Alba; Dario Rinco; Roberto Brambilla; Stephan Lausch; Enzo Trentin; Giorgio Bargna; senza contare tanti altri attivi sostenitori fra cui Gennaro Fierro (su Facebook come Rino Napoli Doc), Fabio Castellucci ed altri ancora.



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